Giovedì 13 Giugno 2024

Inchiesta conti Juventus e compravendita di giocatori: rischiano anche altre squadre

I magistrati di Torino hanno trasmesso gli atti alle varie procure per approfondimenti. Dall'Atalanta al Sassuolo: i club sotto la lente

Fabio Paratici e Andrea Agnelli insieme a Pavel Nedved

Fabio Paratici e Andrea Agnelli insieme a Pavel Nedved

Torino - Ora tocca alle altre squadre. Dall'inchiesta sui conti della Juventus nascono procedimenti giudiziari in altre città italiane. I pm di Torino hanno trasmesso una serie di carte ai colleghi di una mezza dozzina di procure. L'iniziativa è dettata da ragioni di competenza territoriale. Da tempo gli accertamenti dei magistrati e della Guardia di Finanza avevano portato alla conclusione che la Juventus avesse intrecciato, in materia di scambio e di compravendita di giocatori, rapporti di "collaborazione e di partnership" con altri club. Condotte innestate su "relazioni tra manager e dirigenti sportivi". una situazione che - era la tesi del pm - poteva addirittura "mettere in pericolo la lealtà delle competizioni".

La giustizia sportiva, in materia di plusvalenze, ha sostanzialmente 'scagionato' i campionati lo scorso 23 gennaio, quando la Corte federale inflisse quindici punti di penalizzazione alla sola Juventus e prosciolse altre otto società. Il motivo era che solo per il club bianconero erano state trovate - scrissero i giudici - tracce evidenti della volontà di truccare i bilanci. Ma contro quella decisione il legali della Vecchia Signora presenteranno un ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Non è scontato che la mossa della procura di Torino riapra i giochi. Quello che è chiaro è che gli investigatori ritengono di avere raccolto materiale meritevole di essere segnalato ad altre Procure per approfondimenti di carattere penale.

Secondo i pm torinesi i rapporti di partnership riguardavano soprattutto Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Empoli, Udinese; tra le carte comparivano anche Grosseto, Parma, Pisa, Monza, Cosenza, Pescara "per citarne alcune". Non è detto, però, che siano proprio queste le squadre che saranno toccate dai prossimi accertamenti. I pm magistrati, intanto, sono concentrati sull'udienza preliminare del 27 marzo. Nei giorni scorso hanno ascoltato una serie di 'persone informate dei fatti'. A cominciare dall'ex bianconero Rolando Mandragora, che nel 2018 fu ceduto all'Udinese con una clausola che prevedeva il suo riacquisto, poi avvenuto nel 2020, e dal vicepresidente del club friulano, Stefano Campoccia.

Un altro fronte è quello dei rapporti con l'Atalanta: si cercano indizi su somme non messe a bilancio legate a compravendita di giocatori. Se emergeranno gli elementi, all'udienza preliminare contro la Juventus i pm estenderanno i capi di accusa.