Venerdì 12 Aprile 2024

Violenza contro le donne, appello Women20 sulla direttiva Ue: “Lo stupro sia un reato europeo”

Linda Laura Sabbadini: “Quel testo snatura la Convenzione di Istanbul e non dev’essere votato”

Roma, 20 febbraio 2024 - Violenza contro le donne, “come Women 20 lanciamo un appello perché a Bruxelles sta per passare una direttiva europea sulla violenza contro le donne che in alcuni passaggi snatura la convenzione di Istanbul”. Linda Laura Sabbadini, capo della delegazione italiana di Women20, partecipando ad una conferenza stampa alla Camera, assieme a Martina Semenzato, presidente della Commissione Bicamerale di inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere, torna sulla direttiva Ue in discussione, tra le prime voci critiche quella di Pina Picierno, europarlamentare Pd e vicepresidente del Parlamento europeo – arriva la chair W20 2021, Linda Laura Sabbadini, già direttrice dell’Istat, a ripetere lo stesso appello in una conferenza stampa alla Camera sui diritti negati delle donne.

Violenza sulle donne, i diritti negati: conferenza stampa alla Camera
Violenza sulle donne, i diritti negati: conferenza stampa alla Camera

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“Il primo punto che viene snaturato riguarda lo stupro. Nel Consiglio questo articolo, dove era previsto, è stato stralciato. Vuol dire che lo stupro non diventerà un reato europeo se passa questa direttiva e che ogni Paese si comporterà come vorrà, sarà legato alla normativa nazionale. Paesi come la Svezia o la Spagna hanno la loro legge che prevede il consenso esplicito della donna, altri, compresi il nostro, non lo hanno”.

Sabbadini lancia quindi un appello “a tutti i gruppi dell’Europarlamento perché non votino questa direttiva, e la boccino in Parlamento. E facciamo un appello alle parlamentari donne perché si attivino affinché non sia votata questa direttiva che fa tornare indietro le donne”.

“È un appello che lanciamo come W20, speriamo che la Commissione riesca a fare questo lavoro trasversale - sottolinea -. Speriamo che tramite l’azione della Commissione e delle donne di tutti i partiti si possa arrivare a respingere non solo a livello europeo ma anche a modificare la nostra legge che è ancora arretrata”.