Piano anti violenza a scuola, Suor Monia Alfieri: "Il progetto era valido: assieme a Concia avremmo fatto bene"

La religiosa è una delle tre garanti scelte e poi rimosse dopo le polemiche "Non avremmo mai mandato associazioni Lgbt nelle classi".

Paola Concia e suor Monia Alfieri

Paola Concia e suor Monia Alfieri

Roma, 11 dicembre 2023 – Suor Monia Alfieri, il ministro Valditara l’aveva scelta assieme a Paola Concia e Paola Zeman per portare avanti un progetto di educazione nelle scuole contro la violenza di genere. Qualcuno dice che non avreste combinato nulla di buono.

"È un errore. Stimo Paola Concia, che ho trovato spesso sulle mie stesse posizioni, come contro l’utero in affitto o il reato d’omofobia previsto dal ddl Zan. È una persona di buon senso ed è una bugia quello che è stato scritto, che lei sarebbe stata la coordinatrice di questo gruppo, al contrario saremmo tutte e tre state sullo stesso piano. Hanno anche sostenuto che lei avrebbe mandato le associazioni Lgbt nelle scuole e questo è assolutamente falso, perché noi non avevamo quel compito, ma solo quello di valutare i progetti per le scuole che riguardavano l’educazione dei ragazzi verso il rispetto delle donne".

Ma secondo lei il rispetto delle donne si forma a scuola?

"No, si forma in famiglia, è un problema educativo, non politico né patriarcale! Perché? Perché i genitori hanno smesso di dire di no e questo significa che quando i ragazzi si sentono dire di no, hanno reazioni scomposte, non riescono a misurare la frustrazione. La conseguenza è che oggi i ragazzi non riescono a misurarsi con una donna libera, emancipata e capace di competere. Ecco perché bisogna educare al rispetto dell’altro e con questo progetto avremmo dovuto garantire che i progetti che venivano dalle scuole su questo tema rispettassero i dettami del ministro".

C’è rimasta male per questa ‘bocciatura’, per questo passo indietro di Valditara?

"Ero indifferente alla nomina così come alla sua revoca, volevo solo garantire le famiglie che non arrivassero nelle scuole progetti squilibrati. D’altronde la Schelin ha chiesto alla presidente Meloni di collaborare. Due donne che si sono poste al servizio di una grande causa e la risposta del ministro mi pare non si fosse fatta attendere. E se non ci metti una di sinistra, come la Concia, come pensi di fare una cosa equilibrata?"

Dicono che c’era il timore che nelle scuole dirompesse anche il tema dell’omosessualità.

"Ma neanche per sogno! Noi non dovevamo parlare di questo. Io ho collaborato con quasi tutti i governi e quello che mi proponevo era di consentire alle famiglie di esercitare liberamente la loro funzione educativa, senza condizionamenti economici. E chi in queste ore, tra le forze politiche, sostiene che l’ambito di educazione dei figli deve restare nelle mani della famiglia, beh allora siano coerenti e inseriscano nella legge di bilancio i 500 milioni (pari al 70% del costo medio studente, ndr) per garantire alle famiglie di esercitare la responsabilità educativa liberamente, e rendere sullo stesso piano le scuole statali e quelle paritarie. Siamo l’unico Paese in Europa a non garantire questa parità. Senza libertà economica non c’è possibilità di esercitare per le famiglie la propria responsabilità educativa"

Sorella, ma questo progetto di Valditara va comunque avanti.

"Si che va avanti, ma senza il comitato di garanti. Il che vuol dire che sarà solo il ministro a essere garante del progetto e della sua realizzazione".

Una curiosità; ma che tipo di modello educativo avreste promosso, come garanti, per l’educazione affettiva e il rispetto di genere?

"Il rispetto per una donna più libera, emancipata, competitiva, ma non in un’ora particolare dell’orario scolastico ma trasversalmente in tutte le discipline, presentando figure di donne che nel tempo hanno fatto la differenza in questo senso".