Giovedì 18 Aprile 2024

Curzi e il dramma della guerra in Ucraina

Prosegue la rassegna "Incontri capitali" a Pesaro, con focus sul dramma della guerra. Pierfrancesco Curzi presenta "Check-point Kyiv" domani, seguito da un dialogo su "Il disordine mondiale" tra Massimo D’Alema e Marco Tarquinio il 27 febbraio.

Curzi e il dramma della guerra in Ucraina

Curzi e il dramma della guerra in Ucraina

Proseguono gli "Incontri capitali", la rassegna che la Capitale Italiana della Cultura dedica alle presentazioni librarie e al dialogo con gli autori. Domani alle 17, nella sala Rossa del Comune di Pesaro, il focus è sul dramma della guerra. Pierfrancesco Curzi presenta il suo libro "Check-point Kyiv. L’invasione dell’Ucraina raccontata dal campo" (Infinito Edizioni) in una conversazione con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, Franco Elisei. Cronista da trent’anni, autore di reportage da quattro continenti su temi legati alle guerre e all’immigrazione, Curzi racconta ciò che sta accadendo in Ucraina attraverso le proprie esperienze personali e le tappe vissute in prima persona nel Paese, restituendoci, con volti e voci, l’impatto della guerra sulla vita quotidiana. Sarà incentrato invece su "Il disordine mondiale" il dialogo tra Massimo D’Alema e Marco Tarquinio in programma martedì 27 febbraio alle ore 21 a Palazzo Ciacchi. Una riflessione sull’attualità con due voci significative: D’Alema, tra i volti più noti della politica italiana, nel 1989 è tra i giovani dirigenti della "svolta" che, con Achille Occhetto, trasformano il Pci in Partito democratico della sinistra (Pds), del quale è poi eletto Segretario nazionale. E’ stato Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1998 al 2000 e nel 2006, con il Governo Prodi, nominato vicepresidente e ministro degli Esteri. Attualmente è presidente della Fondazione Italianieuropei. Con lui dialogherà Marco Tarquinio, giornalista, esperto di politica interna e internazionale; ha lavorato per il settimanale "La Voce" e per diversi quotidiani tra i quali "Avvenire", giornale del quale è ancora editorialista e che ha diretto per 14 anni.