Venerdì 19 Aprile 2024

Utenze, tra cambiamenti e alleggerimenti Adesso si respira un clima di maggiore fiducia

Situazione / Le statistiche per il futuro sono positive però, vista l'inflazione, c'è grande cautela nelle spese

↑ Secondo il Codacons dal 2020 la spesa del gas è cresciuta del 34%

↑ Secondo il Codacons dal 2020 la spesa del gas è cresciuta del 34%

Il nuovo anno ha portato con sé numerosi cambiamenti che interessano le tasche delle famiglie italiane. Soprattutto dal punto di vista delle utenze. Da gennaio è scattato il passaggio automatico obbligato al mercato libero del gas per 3,5 milioni di famiglie italiane. Ciò significa che le tariffe non saranno più stabilite a monte da ARERA, ma seguiranno l’andamento del mercato. Un passaggio che promette rincari cui si aggiungerà anche il ritorno dell’iva sul gas al 22%. Secondo il Codacons, quanto a gas, rispetto al 2020 la spesa delle famiglie è aumentata del 34% in tre anni per una media di 322 euro a nucleo familiare. Ma l’inasprimento dei costi riguarda tutte le voci dei budget familiari, visto che tra il 2021 e il 2023 l’inflazione in Italia è cresciuta del 14,2%. A partire da questo dato l’Ufficio studi della CGIA di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) ha calcolato che ogni famiglia media italiana ha speso 4.039 euro in più negli ultimi due anni. Si è calcolato un aumento medio mensile pari a 337 euro: la spesa annuale delle famiglie nel 2021 ammontava a una media di 21.873 euro e nel 2023 è salita a 25.913 per un +18,5%. Le voci che hanno subito un’impennata non sono soltanto le già citate bollette di luce e gas, ma anche altri beni primari come zucchero, olio d’oliva, latte. A disegnare il ritratto di un’Italia “ammaccata”, una relazione Bankitalia-Istat sulla base dei dati patrimoniali: il patrimonio degli italiani è calato del 7,7% rispetto al 2011. L’inflazione, insomma, ha colpito anche i risparmi accumulati dalle famiglie nel 2020, quando i consumi sono calati a causa del distanziamento sociale a fronte di una certa stabilità dei redditi (grazie soprattutto ai sussidi statali). Gli ultimi dati Istat relativi alla soglia di povertà risalgono all’ottobre 2023 e si riferiscono all’anno precedente. Nel 2022 erano in condizione di povertà assoluta poco più di 2,18 milioni di famiglie (con un aumento all’8,3% rispetto al 7,7% del 2021) e oltre 5,6 milioni di individui (pari al 9,7% rispetto al 9,1% dell’anno precedente). Un peggioramento imputabile al peso dell’inflazione. Tuttavia il 2024 sembra lasciare presagire una svolta, perlomeno nella percezione dei consumatori. Secondo un recente rapporto Istat la fiducia dei consumatori cresce raggiungendo i valori più alti registrati dal giugno 2023. Questo è senz’altro un segnale positivo che si registra grazie anche alla percezione di una frenata nell’inflazione e anche in un rallentamento dei rincari su luce e gas: tariffe sempre alte, ma in leggero ribasso rispetto all’impennata degli ultimi due anni. Gli italiani sono comunque lontani dalla tranquillità economica: la cautela è tanta e la propensione alla spesa è ancora bassa.

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