Giovedì 11 Aprile 2024

Effetto-Superbonus: il 2023 chiude tre anni al top Ecco la crescita dell'intero settore

Ance / L'Osservatorio ha analizzato il boom avuto nell'ultimo anno

Tra il 2021 e il 2023 gli investimenti nel settore cresciuti di circa 75 miliardi

Extensive scaffolding providing platforms for work in progress on a new apartment block. Construction site. Housing crane operation. High rise Building Under Construction.

Il calo del 7,4% atteso nel 2024 non cancella i numeri fatti registrare nell'anno appena concluso. L'Osservatorio Congiunturale sull'andamento del settore delle costruzioni dell'Ance, nella presentazione - condotta dalla Presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, e dal Vicepresidente Piero Petrucco, con i risultati chiave illustrati dal Direttore del Centro Studi Ance Flavio Monosilio - dello studio presentato lo scorso 30 gennaio, ha evidenziato come il settore edilizio abbia registrato una crescita costante per il terzo anno consecutivo, con un aumento annuo del 5% nei livelli produttivi. Nel triennio 2021-23, infatti, gli investimenti nel settore sono cresciuti di circa 75 miliardi, il che ha permesso di recuperare una considerevole parte del gap produttivo causato dalla crisi ultradecennale, che aveva comportato una perdita di oltre 90 miliardi: per la precisione, è stato annullato - in soli tre anni - circa l'80% di quanto 'bruciato' nei difficili dodici anni precedenti la ripresa. L'espansione, nello scorso anno ed estesa a tutti i comparti, è stata stimata del 5%, soprattutto grazie agli investimenti nella riqualificazione abitativa, ma anche agli incentivi fiscali e al settore delle opere pubbliche, a loro volta influenzate positivamente dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dalla chiusura dei fondi strutturali 2014-2020. L'associazione dei costruttori ha fatto sapere che «nel 2023, a causa delle crisi internazionali, dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse, il Pil italiano ha perso slancio e per questo l’apporto del settore delle costruzioni risulta importante per la crescita economica del Paese». Tornando indietro con la mente, ripensando agli anni bui della crisi, vale a dire quelli dal 2008 al 2020, non bisogna dimenticare come, nel comparto, andarono in fumo la bellezza di 92 miliardi di euro. Oltre un decennio di grande sofferenza, quindi la grande ripresa che, dal 2021 a oggi, ha fatto registrare un +75 miliardi pari al 5% (e, solo nel 2021, il settore ha vissuto una crescita del 29,2%): non a caso, si è parlato di 'terza gamba' in relazione all'aumento del Pil del 12,3%. Gran parte del merito della ripresa del settore, ovviamente, è dovuto al Superbonus, una vera e propria locomotiva con 44 miliardi di lavori (9 in più rispetto al 2022) e che ha macinato commesse contribuendo ai 170 miliardi circa di investimenti cumulati nel 2023, ma anche al Pnrr, che ha prodotto un +18% di opere pubbliche. In quest'ultimo caso, decisivo è stato il ruolo chiave ricoperto dai Comuni, che hanno investito 18,6 miliardi, vale a dire il 41% in più rispetto ai 13,2 miliardi del 2022

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