Venerdì 14 Giugno 2024

Innovazione e transizione per superare le crisi globali

Innovazione e transizione per superare le crisi globali

Innovazione e transizione per superare le crisi globali

di Paolo Tomassone

Se si guardano i numeri c’è poco da stare allegri: "registriamo un calo a due cifre delle vendite un po’ in tutto il mondo, misurato sulla base di un 2022 decisamente brillante". Ma tra gli industriali della ceramica non ci sono gli sguardi seri da ‘fine del mondo’: "siamo ottimisti per natura" dice il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, che si appresta a tagliare il nastro del Cersaie. Ed è proprio la quarantesima edizione del Salone Internazionale a infondere una buona dose di ottimismo nel settore: "ci presentiamo ancora più agguerriti, con i nostri prodotti che sono una reale dimostrazione su come si può davvero fare transizione energetica".

Presidente la congiuntura non è favorevole.

"Secondo i dati aggiornati a giugno c’è un calo di vendite in tutto il mondo eccetto la Russia, uno dei paesi dove generalmente esportiamo di meno. La situazione è molto preoccupante".

A cosa è dovuto questo calo?

"A diversi fattori: il principale è l’incremento dei tassi a livello mondiale. In Brasile e Cina si sta fermando l’edilizia e anche negli Stati Uniti registriamo cali nelle vendite. Il peggiore di tutti è la Germania e ben sappiamo quanto la nostra economia dipenda da questo Paese, il cui Governo la prossima settimana organizza il ‘Vertice Casa’ (Wohnungsgipfel, ndr) dove si punta a semplificare e velocizzare le concessioni per la costruzione di nuovo case ed a facilitare la conclusione dei progetti già avviati".

Quale può essere la strada da imboccare per uscire da questa stagnazione?

"Investire sui prodotti per cogliere le richieste del mercato. In tal senso, andiamo a fare un Cersaie ancora più sfavillante rispetto al passato, lanciando prodotti nuovi e sempre più sostenibili e continuando a fare innovazione, che adesso riguarda soprattutto la transizione energetica. E su questo continueremo a investire".

Come vede la situazione nel nostro paese?

"Il superbonus consente all’Italia di calare solo di alcuni punti percentuali, molto meno rispetto ad altri paesi. Ci sarebbe bisogno di far partire un piano di edilizia popolare. Nel Nord mancano risorse umane in tanti settori e nel Sud queste risorse ci sarebbero, ma non disponibili a spostarsi, perché gli affitti costano troppo. Lo stesso discorso vale per gli studenti fuorisede che pagano cifre pazzesche anche solo per una stanza".

In questo scenario aumenta la competizione internazionale: India e Cina hanno avuto exploit rilevanti negli ultimi mesi.

"Con la Cina dobbiamo rivedere i dazi antidumping che sono in scadenza per il prossimo anno. Per l’India la situazione è ancora più complicata: hanno una capacità produttiva enorme, vendono nei nostri mercati in dumping ed hanno agevolazioni molto alte per i trasporti: sospettiamo che godano di aiuti di stato anche in questo ambito. Dobbiamo tenere alta l’attenzione perché questi esportatori applichino in modo puntuale gli accordi commerciali internazionali".

Un anno fa i costi energetici erano alle stelle. Ora siamo fuori pericolo?

"No perché strutturalmente è stato fatto poco o niente, a parte la costruzione di qualche rigassificatore. Avevamo chiesto di aumentare le estrazioni di gas nazionale mettendolo a disposizione della difesa del manifatturiero a costi simili a quelli di estrazione, ma non è ancora stato fatto, si sta ancora discutendo".

Con il governo Meloni, a un anno dal suo insediamento, state dialogando?

"Il dialogo con alcuni ministeri è buono. In particolare, ci confrontiamo per intervenire sul meccanismo degli Ets (l’Emissions trading system che fissa un prezzo alle emissioni di Co2, ndr.), una legge europea che consideriamo sbagliata, che non porta a nessuna riduzione di anidride carbonica ma solo a gravissimi costi per i produttori. Rischia davvero di trasformarsi in un onere ambientale facendoci perdere interi mercati, mentre dobbiamo investire, fare ricerca, e far sì che la transizione energetica risulti vantaggiosa rispetto ai combustibili fossili".

Il confronto è anche sulle infrastrutture?

"Durante il Cersaie incontreremo tra gli altri il ministro Salvini per fare il punto sui nodi più importanti. Vorremmo incrementare la quantità di merce trasportata su rotaia per essere più competitivi, ma mancano ancora collegamenti, tra tutti la Bretella Campogalliano-Sassuolo. Anche la Cispadana sarebbe di grande aiuto per superare i disagi sul passante di Bologna. Critica ancora la situazione sulla Pedemontana nell’area di Sassuolo, anche se il sovrappassaggio ferroviario renderà più fluida la circolazione. Bene invece i lavori di ampliamento al porto di Ravenna, un punto strategico per la ricezione delle materie prime".