Un sacco di plastica con due nodi sulle spalle. Le strisce azzurre e il numero "10" disegnato col pennarello. E magari il sogno di diventare come lui, o almeno di poterlo incontrare.

Nessuno conosce il nome del piccolo profugo, che potrebbe essere iracheno o siriano, ma la sua immagine ha già fatto il giro del Web, e ora tutti lo cercano, compreso lo staff del campione che vorrebbe regalargli una maglia vera.