Foto: kupicoo / iStock
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C’è una relazione tra il benessere cardiovascolare e il conto in banca? La risposta è affermativa, almeno secondo un nuovo studio dell’UT Southwestern Medical Center, pubblicato sulla rivista AMA Cardiology. La ricerca ha mostrato che - negli uomini di mezza età - un declino della ricchezza è associato a un maggior rischio di infarto o di altre malattie cardiache potenzialmente fatali. Perché?
 

È vero che i ricchi hanno meno problemi al cuore rispetto ai poveri

Che lo status socioeconomico e la salute cardiovascolare siano connessi non è una novità. Tuttavia, la ricerca in questione è stata la prima a indagare su un potenziale legame tra la fluttuazione della ricchezza e l’insorgenza di patologie cardiache. I ricercatori hanno sottoposto 5.500 soggetti a una serie interviste sulle loro condizioni economiche. In contemporanea, gli accademici hanno analizzato le cartelle cliniche dei partecipanti.
Stando ai risultati, gli adulti nella fascia di età 50-64 che hanno sperimentato una “mobilità verso l’alto della ricchezza” avevano un rischio cardiovascolare nettamente inferiore rispetto a chi ha avuto a che fare con la situazione opposta, ossia una riduzione del reddito. Il rischio cardiovascolare consisteva nella possibilità di avere un infarto miocardico, un’insufficienza cardiaca, delle aritmie cardiache o un ictus.
 

"Protezione ereditaria" grazie al reddito

Il rischio cardiovascolare aumenta o diminuisce dell’1% per ogni 100 dollari guadagnati o persi: è questa la stima suggerita dai ricercatori. Forse eccessiva?
Addirittura, la salute cardiaca dovuta alla ricchezza di una singola persona potrebbe essere trasmessa anche ai figli: nel paper dello studio si parla di “protezione ereditaria” grazie ai guadagni. Inoltre, un incremento improvviso del reddito potrebbe limitare i rischi cardiovascolari associati a difficoltà economiche pregresse.
L’esposizione ai problemi al cuore è dettata anche - e soprattutto - dallo stress, che nei periodi in cui si sperimentano riduzioni del reddito è notoriamente più elevato. E più alto è lo stress, più il cuore soffre. “Sappiamo già che la ricchezza riguarda la salute, ma con questa ricerca abbiamo dimostrato che le traiettorie della ricchezza possono essere determinanti. Ciò significa che il rischio cardiovascolare associato al reddito non è permanente, e può essere modificato", ha detto Andrew Sumarsono, autore principale della ricerca.