La bellezza oggi inizia con un fiore

Non solo profumi: la skincare utilizza sempre di più i principi attivi di rose, gigli, lavanda, orchidea e camelie

20/06/2021 - di Maria Cristina Righi

Installazioni virtuali, profili di esperti in giardini, floral influencer, laboratori d’arte floreale, green designer non hanno mai avuto tanti follower come in questo momento. Durante i periodi di lockdown abbiamo assistito al boom dei vivai e dell’acquisto di piante, in particolare quelle da fiore. «Per chi abita in città, avere fiori in casa è stato un modo per portare il mondo esterno all’interno e per coltivare un certo benessere – spiega Audrey Rou|in, beauty director dell’agenzia di consulenza Ne||y Rodi – Chiuse in casa, le persone hanno sentito la differenza che può fare un vaso con un bouquet profumato». Secondo Terry McGuire, ricercatrice di genetica alla Rutgers University (New Jersey), che ha condotto uno studio sul potere dei fiori sul nostro benessere, in realtà questi toccano una nostra nicchia emotiva. Ci prendiamo cura dei fiori perché ci rendono felici. In un certo senso, sarebbero l’equivalente vegetale degli animali domestici. Un altro studio, condotto da Nancy Etcoff, psicologa e ricercatrice ad Harvard, mostra che i fiori in casa aiutano a ridurre lo stress e la depressione, ma in un posto di lavoro rafforzano anche la produttività e la sensazione di benessere. Con i loro colori e i loro profumi offrono un mix sensoriale appagante e stabilizzante per l’umore. Alcune ricerche effettuate in Siberia, dove il paesaggio è bianco per gran parte dell’anno, confermano che il colore fa parte della nostra programmazione naturale e partecipa al nostro equilibrio psichico.

 

Oltre al benessere immediato, i fiori ci regalano anche sostanze preziose per la pelle. I marchi del mondo beauty quindi hanno più di un motivo per interessarsi al potere dei fiori. Le grandi maison francesi hanno tutte acquisito terreni a Grasse dove far crescere piante e fiori destinati ai loro prodotti. Un modo per garantire la qualità delle materie prime, per preservare il territorio e metodi di coltivazione sostenibili, ma anche per un loro storytelling dove i fiori siano protagonisti. Utilizzati da sempre per i profumi, di recente sono diventati interessanti anche per formulazioni cosmetiche high- tech dove la performance è fondamentale. «Le piante da fiore sono tra le specie di maggior successo nel mondo vegetale – spiega Stefano Pagano, esperto di giardinaggio – I fiori forniscono la diversificazione genetica attirando l’impollinazione e mostrano un’energia impressionante. Un solo bulbo di giglio è in grado di crescere notevolmente in due settimane e una peonia può avere anche 500 petali. Senza dimenticare che il loro metabolismo è in qualche modo paragonabile al nostro, con un ciclo respiratorio identico anche se inverso (assorbono anidride carbonica e producono ossigeno)».

 

I principi attivi estratti dai fiori possano davvero avere benefici per la salute e la bellezza della pelle. Nelle più nuove linee di prodotti di trattamento delle maison beauty entrano moltissimi fiori dalle grandi performance, come la longoza del Madagascar, il giglio bianco, la peonia e il gelsomino cinese. Questi sono in grado di ripristinare il potenziale energetico delle nostre cellule, decisivo per la qualità e la giovinezza della pelle. Le cellule staminali di fiori come la rosa, per esempio, forniscono per fermogenesi (processo di fermentazione) principi attivi rigeneranti. Le rose, con i loro estratti, hanno la capacità di rivitalizzare la pelle. Il fiore di zafferano invece ha virtù calmanti. La sua ricchezza in polifenoli, zuccheri e flavonoidi, riconosciuti nella letteratura scientifica come potenti agenti antinfiammatori, ne fanno un attivo lenitivo per la pelle secca. I neuropeptidi provenienti da un pool di quattro fiori (lavanda spagnola della Francia, spilanthes del Madagascar, crisantemo dell’Asia e fiocco di neve estivo d’Israele) rilassano i muscoli del viso, riducono e prevengono le rughe. Altri due fiori dalle grandi proprietà per il mondo beauty sono l’orchidea e la camelia. E per preservare tutto il potenziale benefico dei fiori, le case cosmetiche hanno sviluppato processi specifici di estrazione nel rispetto dei principi attivi.

I benefici della fermentazione erano già conosciuti nell’antichità

La più recente novità nella cosmetica è la fermentazione di fiori e oli, una pratica che ha radici millenarie. Nel mondo alimentare ci ha regalato pane, aceto, birra e cioccolata. Ora è arrivata nella cosmetica, grazie a linee che portano questo processo di trasformazione antico e naturale nel mondo beauty, sperimentando nuove tecnologie e combinazioni. I prodotti sono composti da ingredienti naturali e contengono attivi fermentati. Questa tecnica funziona come un booster che trasforma fiori e oli in potenti nutrienti per la pelle. Grazie alla fermentazione, gli oli possono contenere anche 10 volte più acidi grassi essenziali rispetto a queli non fermentati. Le formule delle linee che sfruttano il processo di fermentazione hanno una potente funzione antiossidante, che combatte i radicali liberi e rafforza il film idrolipidico della pelle, proteggendola. Come nasce un prodotto fermentato? Si parte con la preparazione degli ingredienti. Oli e fiori sono scelti con cura per estrarne i componenti principali. Vengono aggiunti agenti naturali per dare inizio al processo di fermentazione. Gli ingredienti reagiscono tutti in modo diverso quindi si lasciano in fermentazione per tutto il tempo necessario e senza forzature, così che si compia la trasformazione. Concluso il processo, si filtrano solo gli elementi fermentati, cioè trasformati e potenziati.