Venerdì 14 Giugno 2024
ALESSANDRO D’AMATO
Roma

Sciopero taxi oggi, protesta sulle licenze. Ma a Roma il servizio è già bloccato da ieri

Ostruzionismo a Termini: negato l’accesso alle corsie agli utenti in attesa. Nel mirino i nuovi permessi previsti dai Comuni e i noleggi Uber-Ncc

Sciopero taxi (foto generica)

Sciopero taxi (foto generica)

Roma, 21 maggio 2024 – Ieri l’ostruzionismo dei tassisti alla stazione Termini come antipasto. Oggi il piatto forte: lo sciopero nazionale dalle 8 alle 22 con manifestazione a Roma in piazza San Silvestro dalle 11 alle 17. Le auto bianche si fermano "per contrastare l’uso illegittimo delle autorizzazioni da noleggio e salvaguardare la propria autonomia e indipendenza dalla schiavitù degli algoritmi e delle multinazionali". Ovvero, contro Uber e gli Ncc. Ma anche perché contrari all’aumento delle licenze nei Comuni: a Roma il Campidoglio ne ha annunciate mille, a Milano il Tar ha dato ragione a Palazzo Marino sulle 450 in più.

Le motivazioni  

Per questo già ieri alcune auto bianche hanno bloccato l’accesso alla corsia alle persone in attesa a Termini, impedendo di fatto ai colleghi di far salire gli utenti. Nicola Di Giacobbe di Cgil Taxi dice che lo sciopero di oggi "è contro il ritardo e la mancanza di concertazione del governo sul Dpcm relativo alle piattaforme tecnologiche. Non vogliamo che a una tariffa amministrata data dal tassametro si sostituisca un algoritmo gestito da una multinazionale che non ha interessi verso un servizio pubblico indifferenziato con turni e tariffe. La categoria aspetta da anni i decreti attuativi adeguati della legge quadro del settore (12/19)".

I rider volanti

Secondo Di Giacobbe "l’attacco ai taxi è anche un attacco al lavoro, mirato a creare rider del volante. Finti lavoratori autonomi, dai quali ricavare laute commissioni lasciando loro costi e incertezze. Ci opponiamo all’"uberizzazione" del lavoro". Alessandro Genovese di Ugl Taxi accusa il ministro Adolfo Urso per "alcuni incontri al Mise" con il vice presidente di Uber Tony West e sostiene che "a causa delle multinazionali che operano nelle grandi città la deregolamentazione è sotto gli occhi di tutti". Il coordinatore di Usb Taxi Riccardo Cacchione parla di "interferenze" di Uber nei confronti della politica e chiede un incontro alla premier Giorgia Meloni.

I consumatori 

Di segno opposto le opinioni dei consumatori. Per Assoutenti i taxi scioperano oggi perché vogliono impedire l’aumento della concorrenza nel loro settore e l’aumento delle licenze deciso da alcuni Comuni. "Un film noioso e peraltro già visto, così come un film horror è la scena che si presenta ogni giorno a Roma e in altre città, con lunghe file di cittadini e turisti in attesa di salire su un introvabile taxi alle stazioni dei treni o presso gli aeroporti", spiega il presidente Gabriele Melluso. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, "urge una liberalizzazione seria in questo settore e che i decreti Salvini non ostacolino la professione degli Ncc come invece chiedono i tassisti". Mentre quello di oggi è uno sciopero che serve a "mantenere i privilegi di casta e fare pressioni sui politici per scoraggiare qualunque possibile miglioramento della legge". Il Codacons aggiunge che l’astensione dal lavoro è inutile "perché i taxi sono già abitualmente introvabili nelle principali città italiane".