Lunedì 15 Aprile 2024

Ostia, picchia la compagna incinta fino a farla abortire: arrestato 29enne

La ragazza di 23 anni è fuggita dal fidanzato dopo l’ultima violenza subita: un calcio all’addome ha provocato l’interruzione di gravidanza

Polizia a Ostia (foto d'archivio)

Polizia a Ostia (foto d'archivio)

Ostia (Roma), 4 aprile 2024 – Ha picchiato la compagna incinta per strada, mentre erano sul lungomare di Ostia, e un calcio assestato all’addome ha portato a farla abortire. Una violenza accaduta a fine febbraio a seguito della quale l’aggressore ha fatto perdere le tracce fino alla scorsa settimana, quando i poliziotti del X Distretto Lido di Roma, lo hanno trovato, arrestato e portato in carcere: si tratta di un 29enne di origini sudamericane che dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti aggravati e di interruzione di gravidanza non consensuale.

Cosa è accaduto

La violenza si è verificata la mattina del 22 febbraio, quando i poliziotti sono intervenuti sul Lungomare Paolo Toscanelli per una segnalazione di una donna che scappava dal fidanzato che la stava picchiando. Gli agenti hanno identificato la vittima, una ragazza italiana di 23 anni, che ha raccontato che era fuggita dalle violenze del compagno. La donna è stata accompagnata dal 118 presso il più vicino ospedale mentre i poliziotti hanno accertato che il fidanzato l'aveva colpita ripetutamente in diverse parti del corpo e le aveva sferrato anche un calcio all'addome, nonostante fosse a conoscenza che la ragazza era incinta da circa 3 mesi.

Le violenze

La ragazza 23enne ha poi dichiarato ai poliziotti che il compagno 29enne anche in altre occasioni era stato violento, maltrattandola sia verbalmente che fisicamente, tanto da indurla in uno stato d'ansia e provocandole un cambio di abitudini. A seguito degli accertamenti sanitari effettuati è poi emerso che la 23enne, in seguito all’aggressione subita a Ostia, aveva interrotto la gravidanza. Le indagini degli agenti del X Distretto hanno portato a rintracciare l’aggressore il 29 marzo. Il 29enne è stato quindi condotto nel carcere di Regina Coeli in esecuzione di un'ordinanza applicativa della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma il 18 marzo scorso.

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