Venerdì 19 Luglio 2024

Manuela Petrangeli uccisa dall’ex a Roma. La frase choc: “Speriamo di averla presa bene”

“Ho visto il sangue che schizzava da tutte le parti”, ha confessato Gianluca Molinaro al telefono. E poi l’sms all’amico: “Le ho sparato du botti”

La scena dell'omicidio di Manuela Petrangeli. Nel box: l'ex compagno Gianluca Molinaro

La scena dell'omicidio di Manuela Petrangeli. Nel box: l'ex compagno Gianluca Molinaro

Roma, 8 luglio 0224 – “L'ho uccisa, speriamo che l'ho presa bene, ho visto il sangue che schizzava da tutte le parti”. È l'agghiacciante confessione fatta, nel corso di una telefonata a una sua ex compagna, da Gianluca Molinaro, l'uomo che lo scorso 4 luglio ha ucciso per strada a colpi di fucile la 51enne Manuela Petrangeli, fisioterapista e mamma di suo figlio. Ma non solo. Oltre all’arma con cui Molinaro ha esploso due colpi mentre era a circa un metro dalla vittima, sono state sequestrate altre due cartucce che l’uomo aveva con sé in una borsa.

Il gip: omicidio aggravato 

La frase choc di Molinaro è riportata nell'ordinanza con cui il gip di Roma sabato ha convalidato il fermo e ha disposto per Molinaro – che è rimasto in silenzio nel corso dell'interrogatorio a Regina Coeli – la custodia cautelare in carcere.

È stata proprio la sua ex fidanzata, dopo la conversazione telefonica con Molinaro, a convincerlo a costituirsi in una caserma dei carabinieri. Le accuse contestate dai pm del pool antiviolenza, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, sono di omicidio aggravato e detenzione abusiva di armi.

Sms all’amico: “Le ho sparato du botti”

Gli inquirenti hanno anche acquisito gli sms scambiati con un amico prima del delitto. “Oggi forse prendo due piccioni con una fava”, ha scritto Molinari. E poi, dopo il femminicidio, un altro messaggio, il più inquietante: “Le ho sparato du botti”. Messaggi che l'amico di Molinaro ha detto di aver visto quando ormai era troppo tardi.

Le false accuse: “Era iscritta a un sito di incontri”

Quando giovedì pomeriggio, alle 14.40, si è presentato alla caserma dei carabinieri, Molinaro ha dichiarato di aver appena ucciso la sua ex compagna raccontando “di aver saputo tramite un sistema di videosorveglianza da lui installato nell'abitazione della donna di continui tradimenti e che la donna si era iscritta a un sito di incontri”. Tutto falso. La ricostruzione dell’uomo non ha trovato riscontro nelle verifiche effettuate dagli inquirenti, che non hanno rinvenuto alcun sistema di videosorveglianza a casa della donna.

Nell'ordinanza, il gip scrive di una “pervicace gelosia” dell'uomo, “nonostante la relazione si fosse conclusa da circa tre anni”. Agli atti è anche la testimonianza dell'attuale compagna che, sentita dagli investigatori, ha spiegato che con lei Molinaro era sempre stato calmo, manifestando solo disagio per le difficoltà avute con il figlio minorenne che non riusciva a frequentare assiduamente.

Il femminicidio: le indagini continuano

Manuela è stata freddata con un fucile a canne mozze, detenuto illegalmente e consegnato nella caserma dove l’uomo si è presentato dopo l'omicidio. Sull'arma sequestrata sono in corso ora gli accertamenti dei carabinieri del Ris.

Le indagini puntano a individuare, oltre a chi abbia fornito l'arma a Molinaro, anche chi l'abbia modificata: un lavoro che compiuto da professionisti, che l’ha trasformata in un’arma da guerra. Oltre al fucile con cui ha esploso due colpi mentre era a circa un metro dalla vittima, sono state sequestrate altre due cartucce che aveva con sé in una borsa. E gli accertamenti proseguono anche sui telefoni sequestrati all'uomo e alla vittima.