Roma, 11 giugno 2021 – “Sono assolutamente onorato e lusingato che una coalizione intera, senza dissidio e con un sano confronto, abbia avuto attenzione per me e per la dottoressa Matone”. Sono queste le prime parole da candidato sindaco per il centrodestra a Roma di Enrico Michetti.

L’avvocato è intervenuto nel corso della conferenza stampa a Piazza di Pietra di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia per il lancio della sua candidatura e di quella a prosindaco della giudice Simonetta Matone. “Sono lusingato dell'attenzione e farò di tutto per poterla ripagare”, ha ribadito Michetti.

Michetti: “Gli altri candidati? Colleghi non nemici”

“Gli altri candidati non sono nemici né avversari, ma sono colleghi. Ho il massimo rispetto per i colleghi e non parlerò mai di loro, ma solo del presente e del futuro di Roma. Perché noi Roma la amiamo”, ha aggiunto l’aspirante primo cittadino della Capitale.

“Mi hanno definito tribuno, che bello. È il massimo onore che si può dare a un cittadino di Roma. Era colui che rappresentava il popolo di Roma, era sacro ed inviolabile – ha aggiunto –. Darò tutto me stesso, spero di essere all'altezza”.

“Niente ideologie, sarò un candidato civico”

Parlando delle difficoltà che lo aspetterebbero in caso di vittoria, il candidato ha affermato che “Roma non è ingovernabile, è molto difficile ma non impossibile. Per governare una città c'è bisogno di onestà ma anche di competenza”.

“È la città più complessa al mondo, rappresenta un unicum. Fino a 15 giorni fa ero lontano dalla politica. Poi sono andato al cospetto di Giorgia (Meloni, ndr) e mi ha stupito – ha concluso –. Le parole che mi ha detto non pensavo che potessero esistere nella politica: ‘Noi dobbiamo ascoltare la gente’”.

A margine della conferenza stampa, ha infine aggiunto che “non ci sarà ideologia nella mia campagna elettorale. Qui abbiamo una città da amministrare, dove al centro ci saranno i servizi. Non ci sarà pregiudizio nei confronti di nessuno. Lavoreremo nell'interesse del cittadino. Il cittadino può essere di destra, di sinistra o di centro. Altrimenti non si sarebbe propeso per una candidatura civica”.

Matone a Letta: “Mi nominò lui nel ruolo che fu di Falcone”

Nel corso della conferenza di oggi è intervenuta anche la candidata prosindaca Matone, replicando alle parole polemiche del segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, sulla scelta del centrodestra di puntare, alle elezioni di Roma e Napoli, su due magistrati in servizio in quei distretti.

“Letta mi sorprende, fu lui a nominarmi capo del dipartimento degli affari di giustizia, ruolo già ricoperto da Falcone – ha commentato –. Dal 1992 in poi il Parlamento è stato pieno di magistrati, quasi tutti della stessa area, lo stesso discorso è per i sindaci. Tutti si sono messi in aspettativa, cosa che farò pure io”.

“Io mi riconosco una dote: l'equilibrio. Non ho mai fatto parte di cordate, ho avuto incarichi importanti ma sempre con rapporto fiduciario dei ministri, mai per accordi parapolitici o di correnti”, ha terminato la giudice Matone.

Salvini: “Michetti sconosciuto? Valore aggiunto”

Dopo di loro sono intervenuti anche i tre leader dei principali partiti della coalizione: Matteo Salvini per la Lega, Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia e Antonio Tajani in rappresentanza Forza Italia. Con loro anche il candidato assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi.

“È una bellissima giornata per Roma e per l'Italia – ha detto il segretario del Carroccio, Matteo Salvini –. Presentiamo la voglia di cambiamento per restituire orgoglio, dignità ed efficienza a Roma. Non potrebbe essere un venerdì migliore”. E sul fatto che Michetti sia poco conosciuto nella Capitale ha replicato: “Credo che sia un valore aggiunto” perché di “gente conosciuta che ha fatto disastri ne abbiamo vista fin troppa”.

Meloni: “Basta improvvisazione per Roma”

Giorgia Meloni ha invece definito Michetti “il miglior candidato in campo. Il fuoco di fila messo in piedi da certa stampa prima della sua candidatura tradisce un nervosismo. Evidentemente sanno bene di chi stanno parlando”.

“Questa città non merita più improvvisazione, non merita candidati spendibili che poi non sanno fare i sindaci. La scelta coraggiosa nostra è stata quella di mettere in campo non solo un candidato, ma un sindaco – ha concluso la leader di Fdi –. Una persona che una volta in Campidoglio saprebbe esattamente dove mettere le mani e non, come ha fatto Virginia Raggi, un tirocinio di tre anni”.

Tajani: “Un magistrato al Campidoglio contro la criminalità”

Il vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha invece definito un elemento positivo “avere un magistrato in Campidoglio che faccia rispettare le regole, non vogliamo che la malavita metta le mani sulla città, servono occhi vigili e attenti”.