Salta la norma salva-ineleggibili in Sicilia. E FdI si ribella a Schifani. La maggioranza implode

Aria di crisi in Sicilia: 10 franchi tiratori votano contro il ddl dei meloniani

Il presidente della Sicilia Renato Schifani (Ansa)

Il presidente della Sicilia Renato Schifani (Ansa)

Palermo, 31 gennaio 2024 – Si profila una crisi di governo in Sicilia. Gli assessori di Fratelli d’Italia hanno disertato la riunione di giunta convocata dal presidente Renato Schifani (in foto) per la nomina dei manager della sanità. Per due ore i deputati di FdI, compresi i rappresentanti nell’esecutivo, si sono riuniti a Palazzo dei Normanni, dopo che 10 franchi tiratori nel pomeriggio hanno votato contro la norma salva-ineleggibili proposta dai meloniani. Ieri mattina FdI aveva avuto rassicurazioni dagli alleati sul buon esito della votazione. Ma, complice il voto segreto, l’Ars ha bocciato il ddl: 34 contrari e 30 favorevoli. L’opposizione in aula poteva contare, al netto delle assenze, 24 parlamentari.

"Questa maggioranza ormai in frantumi ha provato per l’ennesima volta a far passare una norma inaccettabile per salvare gli ineleggibili, meno male che ci abbiamo pensato noi a salvare la dignità del parlamento siciliano", esultano Pd, Sud chiama Nord e M5s.

Il ddl in in questione era stato pensato per salvare il posto in aula a quei deputati dichiarati

ineleggibili in base a sentenze del Tribunale di primo grado. In particolare l’articolo 1 reinterpreta la legge regionale 29 del 1951 che impedisce l'elezione di alcune figure fra cui i vertici o i dipendenti degli enti controllati o vigilati dalla Regione. La norma, composta da appena due articoli, è stato subito indicata come 'Salva ineleggibili' perché interviene rimuovendo le cause di ineleggibilità per alcuni deputati regionali come ad esempio i vertici o i dipendenti degli enti controllati o vigilati dalla Regione.

Sono quattro, attualmente, i deputati regionali dichiarati ineleggibili dai giudici.