Orfini (Pd): "Schlein la federatrice? Basta parlare di leadership, facciamo opposizione"

L’ex presidente del Pd: diamo priorità a battaglie come il salario minimo. "Saranno i rapporti di forza a chiarire chi guiderà la coalizione progressista. Il nostro partito sarà il perno attorno a cui ruoterà l’alternativa al governo"

Roma, 20 dicembre 2023 – “Più che incaricare di federazione penserei a fare l’opposizione". Per Matteo Orfini, leader dei Giovani Turchi dem, è dalla battaglia contro le politiche del governo Meloni che il Pd e il resto del centrosinistra possono trarre maggior giovamento.

Matteo Orfini, leader dei Giovani Turchi dem
Matteo Orfini, leader dei Giovani Turchi dem

Onorevole Orfini, tra Pd e 5Stelle, e tra Schlein e Conte, c’è più unità o competizione?

"Noi siamo in lotta con Meloni e la destra. Anche se altri a volte appaiono più concentrati a fare opposizione al Pd che al governo, restiamo focalizzati su quello. Eviterei di perdere tempo in dibattiti su quale sarà il leader. È chiaro che si sceglierà in base alla capacità di fare opposizione e ai rapporti di forza. E mi pare del tutto naturale che il Pd ambisca a guidare la coalizione".

Però Conte vola appena sotto Meloni negli indici di gradimento, staccando la leader dem...

"Nel 2018 Gentiloni aveva indici altissimi che però non hanno prodotto voti. E anche Conte alle politiche non ha riscosso al partito il proprio consenso. Il Pd rimane il centro della coalizione intorno a cui si costruirà l’alternativa a Meloni. Fa bene la segretaria a concentrarsi sulla battaglia contro la destra, insieme ovviamente al tentativo di costruire coalizioni per le amministrative".

Anche perché la rivincita sul centrodestra passa dalle Amministrative nelle regioni rosse più che dal voto europeo...

"Non dimentichiamo il valore enorme delle Europee. Siamo a un passaggio delicatissimo che definirà il futuro dell’Europa. A seconda dell’equilibrio che uscirà avremo un’Unione più o meno attenta a questioni sociali e ambientali, ai diritti e al nostro Paese. Quindi bisogna impegnarsi ad andar bene. Pensando anche alle Amministrative e alle sfide del 2025. Anche questo dovrebbe suggerire agli alleati di riscoprire un po’ di tensione unitaria".

La sinistra ha fondato il consenso sul voto e sul governo locale. La preoccupano le difficoltà a reggere l’offensiva di centrodestra nei territori?

"Si deve lavorare per evitare questo rischio. Siamo ancora in tempo a Firenze, Bari e in Sardegna. Ci sono realtà, come l’Abruzzo, dove si è fatto un grande sforzo unitario. Ma c’è ancora tempo e dobbiamo impegnarci a cercar di ricucire anche dove ci sono state forzature, come a Firenze, dove penso sia stato un errore non far le primarie. Ora impegnamoci a costruire un quadro più largo possibile. L’obiettivo è battere la destra, che comincia a mostrare segni di affanno".

Lei crede?

"Guardiamo la fatica che hanno fatto a mettere insieme la Finanziaria, e quante promesse tradite. Guardiamo le divisioni che ci sono su Europa e riforme. Per la prima volta ho visto fare ostruzionismo di maggioranza per non arrivare al voto sul Mes. E inizia a esserci fatica anche nel rapporto col Paese, con l’abbandono dei più fragili coi tagli alle risorse. È lì che si deve collocare l’iniziativa dell’opposizione e del Pd, come sul salario minimo".

Alla fine però il centrodestra fa sempre prevalere l’unità e soprattutto il radicamento sociale rispetto al centrosinistra...

"I provvedimenti del governo hanno dimostrato l’abbandono di tutti i luoghi si sofferenza sociale. Ho dei dubbi che quelle persone manterranno il loro consenso alle destre".

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