Giovedì 13 Giugno 2024

Omofobia, l’Italia non firma il testo Ue: “Ricalca la legge Zan”. Schlein: “Rabbia e vergogna per questo governo”

Nove Paesi su 27 non hanno siglato la dichiarazione per le politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+. Il Pd attacca, la ministra Roccella: “Testo troppo sbilanciato sull’identità di genere”

Roma, 17 maggio 2024 –  Nella Giornata internazionale contro l'Omofobia, la Transfobia e la Bifobia, in Italia si scatena la polemica. A Bruxelles la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+ presentata dalla presidenza di turno belga ai Paesi membri dell'Ue non è stata firmata da nove Stati su 27. A non firmare la dichiarazione Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. L'Italia, lo scorso 7 maggio, aveva aderito alla dichiarazione contro l'Omofobia, Transfobia, Bifobia del Servizio di Azione Esterna Ue e dei 27.

La premier Giorgia Meloni con la ministra Eugenia Roccella
La premier Giorgia Meloni con la ministra Eugenia Roccella

L'Italia non ha aderito alla dichiarazione “insieme a un terzo degli Stati membri” perché “era in realtà sbilanciata sull'identità di genere, quindi fondamentalmente il contenuto della legge Zan”, così fonti del ministero della Famiglia spiegano il “criterio ovvio” con cui il governo ha scelto di non firmare. È stata “una decisione presa giorni fa”, riferiscono le stesse fonti, sottolineando che in occasione della Giornata internazionale contro l'Omofobia, la Transfobia e la Bifobia sono stati prodotti diversi documenti e l'Italia ha aderito alla dichiarazione contro omofobia, transfobia e bifobia “perché era relativa alla non discriminazione rispetto all'orientamento sessuale”.

Immediate le accuse al governo. “Che rabbia e che vergogna questo governo che decide di non firmare una dichiarazione per le politiche europee a favore delle persone lgbtq+. Non è accettabile”, le parole della segretaria del Pd Elly Schlein. Che aggiunge: “Questo governo, che pure l'anno scorso aveva firmato, quest'anno non lo ha fatto per fare campagna sulla pelle delle persone discriminate”. Sui social l’attacco del responsabile dei Diritti del Pd Alessandro Zan: “L'Italia proprio oggi non ha firmato la dichiarazione Ue per promuovere politiche in favore delle persone lgbtqia+ perché secondo il governo Meloni ricalca il ddl Zan. Tradotto: perché chiede di rispettare diritti umani fondamentali. E questa destra vuole continuare a violarli”.

Arriva così la replica di Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità: “Ancora una volta la sinistra non ha il coraggio delle proprie posizioni e preferisce nascondersi dietro le solite bugie. Il governo italiano è in prima linea contro ogni discriminazione mentre la sinistra usa la lotta contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale per nascondere il suo vero obiettivo, il gender. Il nostro governo - spiega - ha firmato la dichiarazione europea contro omofobia, bifobia e transfobia. Non abbiamo invece firmato e non firmeremo nulla che riguardi la negazione dell'identità maschile e femminile, che tante ingiustizie ha già prodotto nel mondo in particolare ai danni delle donne”. Conclude la ministra: “Se la sinistra ed Elly Schlein vogliono riproporre la legge Zan, il gender e la possibilità di dichiararsi maschio o femmina al di là della realtà biologica, abbiano il coraggio di dirlo con chiarezza. Se è il gender che vogliono, lo propongano apertamente e lo facciano in campagna elettorale, così da consentire agli elettori di esprimersi anche su questo”.