Mercoledì 12 Giugno 2024

Migranti, il partito di Macron: “Governo Meloni incompetente e disumano”. La replica della premier

Il capo di Renaissance, il partito del presidente francese, duro verso Roma. Salvini ha risposto: “Toni inaccettabili e offensivi”

Roma, 10 maggio 2023 - Francia e Italia ancora ai ferri corti sulla questione migranti. Sono le parole del segretaria generale del partito di Emmanuel Macron, Stéphane Séjourné, riportato da Le Figaro ad accendere la miccia: il governo italiano "fa una politica ingiusta, disumana e inefficace sull'immigrazione clandestina, fatta di demagogia. Dobbiamo denunciare la loro incompetenza e la loro impotenza". Il quotidiano sottolinea che il tono deciso del presidente di Renaissance è dovuto alle tensioni al confine tra Italia e Francia dove si starebbero intensificando i flussi di migranti che da Ventimiglia sconfinano a Mentone, Le Figaro scrive: "Sempre più clandestini poiché, dall'inizio dell'anno, sono arrivate in Italia oltre 42.000 persone, contro le 11.000 dello stesso periodo dell'anno scorso".

Le reazioni non si sono fatte attendere e il primo è stato Matteo Salvini su Twitter. Il vicepremier ha scritto: "Toni inaccettabili e offensivi. La Francia non può dare lezioni a nessuno. Portino rispetto al governo italiano". Mentre Raffaele Fitto, ministro per gli affari europei, parla di "nervosismo per le crescenti preoccupazioni di politica interna" e di attacco"privo di argomentazioni politiche valide e spaventato dal giudizio dei suoi concittadini" da parte di Séjourné. E mentre Emmanuel Macron, come la settimana scorsa, non si fa sentire, neanche con Giorgia Meloni, e non prende posizione, è la stessa premier a chiarire che forse dietro l'attacco c'è qualcos'altro.

Giorgia Meloni a Praga
Giorgia Meloni a Praga

Il capo del governo, in missione a Praga per un bilaterale con il primo ministro Petr Fiala, riguardo a chi le domandava dei ripetuti attacchi da parte del governo francese, ha affermato: "Io credo che si utilizzi la politica degli altri governi per regolare i conti interni, non mi sembra una cosa ideale sul piano della politica e del galateo, però ognuno fa le scelte che vuole fare". Sapendo che dietro alle accuse di Darmanin e Séjourné c'è la volontà di colpire la sua alleata Marine Le Pen, pericolosa per Macron vista del crescente consenso in patria.

Mentre a Praga Fiala si è dimostrato un vero alleato della Meloni, sposando in pieno le nostre richieste a Bruxelles: "l'Italia è il paese più colpito dai fenomeni migratori e noi appoggiamo le proposte portate in Europa dalla premier Meloni: dobbiamo trovare delle soluzioni rapide e chiare perché la situazione è preoccupante, il problema non va risolto quando i migranti arrivano da noi ma prima. Dobbiamo lottare contro i trafficanti perché si approfittano della situazione, e abbiamo sostenuto durante il nostro semestre di presidenza la riforma del patto di stabilità migratoria". La Meloni poi ha chiuso la polemica: "Io immagino che vedrò Macron nei prossimi giorni" con G7 e Consiglio d'Europa in agenda, "le occasioni saranno molte. Non mi risulta che ci siano problemi bilaterali tra Italia e Francia". Poi ha ribadito: "Queste dichiarazioni così aggressive a favore di telecamera mi pare parlino all'opinione pubblica francese, non sono preoccupata". E ha aggiunto su insistenza dei media: "Cosa sta succedendo con Parigi? Io non ho novità quindi devo presumere che siano discussioni legate alla politica interna. È l'unica spiegazione sensata di quello che sta accadendo. Io non credo sia molto proficuo utilizzare le relazioni internazionali per risolvere i propri problemi di politica interna, poi ognuno fa le scelte che vuole fare. Io non ho novità continuo a fare serenamente il mio lavoro".