Venerdì 19 Luglio 2024

Migranti, il ministro francese: “Meloni incapace di gestire i problemi”. Tajani annulla la visita a Parigi: “Chieda scusa”

Le frasi del ministro dell’Interno Darmanin (“vizio dell’estrema destra di mentire alla popolazione”) scatenano l’ira del titolare della Farnesina. “Una pugnalata alle spalle”

Il ministro francese degli Interni Gerald Darmanin e la premier italiana Giorgia Meloni (Ansa)

Il ministro francese degli Interni Gerald Darmanin e la premier italiana Giorgia Meloni (Ansa)

Parigi, 4 maggio 2023 - Le parole del ministro dell’Interno francese Darmanin su come l’Italia gestisce (o non gestisce) la questione migranti scatenano un nuovo putiferio tra Italia e Francia. Tanto da far saltare la visita del nostro ministro degli Esteri, Tajani, a Parigi. Darmanin ha attaccato Giorgia Meloni e Marine Le Pen, accusandole di condividere il "vizio" tipico dell'estrema destra, quello di "mentire alla popolazione". I problemi alla frontiera tra Italia e Francia, ha dichiarato il ministro commentando durante il programma 'Les grandes gueules' dell'emittente Rmc le osservazioni del presidente del Rn, Jordan Bardella, dipendono dalla premier italiana che "non è in grado di risolvere le questioni migratorie per cui è stata eletta".

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Il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin e il presidente francese Emmanuel Macron (Ansa)
Il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin e il presidente francese Emmanuel Macron (Ansa)

"Sì, c'è un afflusso di migranti e soprattutto di minori" nel sud della Francia, ha proseguito Darmanin, puntando il dito contro l'Italia: "La verità è che in Tunisia c'è una situazione politica che porta soprattutto molti bambini a risalire attraverso l'Italia e che l'Italia è incapace di gestire questa pressione migratoria", ha insistito. "Meloni, come Le Pen, è stata eletta dicendo 'vedrete questo, vedrete quello' e poi quello che vediamo è che (l'immigrazione, ndr) non si ferma e sta crescendo", ha continuato Darmanin, sostenendo che l'Italia è alle prese con "una gravissima crisi migratoria".

Darmarin si è anche detto favorevole alla creazione di una 'forza di frontiera', annunciata a fine aprile dal primo ministro Elisabeth Borne: "In Australia funziona molto bene. Tutti i servizi statali, doganali, di polizia, militari, sfidano tutte le persone e fanno superare loro i controlli di identità”.

L’ira di Tajani 

Le parole del ministro francese hanno provocato una nuova crisi diplomatica tra i due Paesi confinanti e la missione di Tajani prevista per oggi a Parigi è andata in fumo. Il titolare della Farnesina aveva in agenda un incontro in serata con la collega francese Catherine Colonna: un bilaterale previsto da tempo, ma Tajani ha deciso di annullare la missione. “Non andrò a Parigi. Le offese al governo e all'Italia pronunciate dal ministro Darmanin sono inaccettabili. Non è questo lo spirito con il quale si dovrebbero affrontare sfide europee comuni”, ha twittato il vicepremier. 

Non sono bastate le frasi riparatorie filtrate dal Quai d’Orsay (“Il governo francese auspica di lavorare con l'Italia per far fronte alla sfida comune rappresentata dalla rapida crescita dei flussi migratori”). Tajani non arretra. "Il ministro dell'Interno francese ha fatto dichiarazioni incomprensibili e inaccettabili – attacca intervistato al Tg4 – una pugnalata alle spalle perché il clima era assolutamente positivo”. Si “è detto peste e corna dell’Italia”, solo per ragioni di “politica interna”. E in una nota scrive che “il ministro degli Interni francese dovrebbe presentare scuse formali al nostro governo e al Presidente Meloni. La verità è che di tutto abbiamo bisogno in questo momento tranne che di ulteriori divisioni”.

Parigi “spera” che la visita di Tajani venga “riprogrammata rapidamente”, ha aggiunto il governo francese. “Ho parlato con il mio collega Antonio Tajani al telefono. Gli ho detto che la relazione tra Italia e Francia è basata sul reciproco rispetto, tra i nostri due Paesi e tra i loro dirigenti. Spero di poter accoglierlo presto a Parigi”: questo il tweet di Catherine Colonna. 

L’Ue: “Spetta ai Paesi scegliere il porto di sbarco"

Sulla scelta dell’Italia di far sbarcare a La Spezia i migranti soccorsi dalla Geo Barents è intervenuta anche la Ue. “Abbiamo ripetuto più volte che sono i Paesi membri a essere responsabili delle operazioni di soccorso e salvataggio e anche della designazione del porto più sicuro” per gli sbarchi dei migranti, ha detto la portavoce della Commissione europea Anita Hipper. “La nostra posizione è sempre la stessa sul salvataggio delle vite: si tratta di un obbligo morale e giuridico per i Paesi membri ai sensi del diritto internazionale”, ha evidenziato la portavoce.