Mercoledì 29 Maggio 2024

Meloni al Consiglio europeo. "Sul patto di stabilità la Ue impari dai suoi errori"

La premier: "Contatti con Macron". Forse bilaterale a fine giornata. A Bruxelles anche Schlein, per la prima volta a confronto con i socialisti europei. Migranti, Von der Leyen favorevole a un aumento degli ingressi regolari

Roma, 23 marzo 2023 - Ucraina e situazione economica. Sono questi i principali temi sul tavolo del Consiglio europeo. E sarebbe stato toccato anche l'argomento migranti, su cui la premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato, al suo arrivo, di aspettarsi "passi concreti sulla base delle conclusioni dello scorso febbraio". La stessa presidente del Consiglio ha fatto sapere anche di essere "in contatto con Emmanuel Macron" e, scondo fonti europee, già a fine giornata, ci potrebbe essere un bilaterale con il presidente francese che metterebbe fine a mesi di gelo tra i due leader.

Ma a Bruxelles c'è anche la segretaria del Pd Elly Schlein, per la prima volta a confronto con i socialisti europei. Intanto, da Taormina, il vicepremier Matteo Salvini rassicura della piena sintonia all'interno del governo dopo l'assenza dei ministri leghisti durante le comunicazioni alla Camera. "Ho sentito Giorgia anche stamattina, siamo d'accordo su tutto, a sinistra si mettano l'anima in pace. Matteo e Giorgia sono in totale, perfetta sintonia e armonia. Chi proverà a farci litigare ci resterà male", dice il leader del Carroccio.  

La premier Giorgia Meloni al Consiglio europeo (Ansa)
La premier Giorgia Meloni al Consiglio europeo (Ansa)

Migranti, Von Der Leyen favorevole ad aumento ingressi 

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen è favorevole a un incremento del numero di ingressi regolari di lavoratori dai Paesi terzi. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, nel corso di un intervento al Consiglio europeo menzionando e definendo positiva l'esperienza dell'Italia con i corridoi umanitari. 

Meloni su migranti e patto di stabilità

“Mi aspetto passi in avanti” sul dossier migranti, dice Giorgia Meloni al suo arrivo a Bruxelles. "Posso dire che sono soddisfatta dall’ultima versione della bozza di conclusioni che sta girandoNel testo “si chiede alla Commissione di procedere spedita e rimanda la verifica al prossimo Consiglio Ue”. Quello dei migranti "è un tema considerato oggi centrale, qualcosa che era impensabile fino a qualche mese fa e viene seguito passo passo dal Consiglio”. Sulla riforma del Patto di stabilità "ci sono sempre visioni abbastanza differenti, ma io penso che l’Ue debba imparare dai suoi errori, dal passato, dalla realtà che stiamo affrontando”.

Sulla riforma del Patto di stabilità "ci sono sempre visioni abbastanza differenti, ma io penso che l’Ue debba imparare dai suoi errori, dal passato, dalla realtà che stiamo affrontando". Meloni ha ricordato che "oggi a noi sono chiesti importanti investimenti per la transizione ecologica, digitale, per le catene di approvviggionamento strategico". E allora, secondo Meloni, "non si può pensare che investimenti necessari a rendere competitivi ii nostri sistemi non vengano tenuti in considerazione nella governance: per noi sarebbe tragico tornare ai parametri precedenti". Il premier sollecita quindi “una governance più attenta alla crescita economica e non solo alla stabilità: ci sono passi in avanti ma bisogna lavorare ancora molto”. 

"Sulla guerra in Ucraina linea chiara"

Sulla guerra in Ucrana "io ho detto come la penso - ha sottolineato Meloni -. Non c’è nell’attuale contesto una misura più efficace di garantire un equilibrio tra le forze in campo, che è l’unico modo per costringere ad una negoziazione che deve essere giusta. Non si può prescindere da chi è l’aggressore e chi è l’aggredito". Preoccupata dalle posizioni della Lega? "Non sono preoccupata - ribadisce il premier - perché io bado ai fatti e nei fatti sulla linea italiana che voi sapete essere molto chiara non ho problemi".

La linea italiana sullo stop alle auto inquinanti 

Al tavolo europeo Meloni si preparava anche ribadire la linea del governo in materia di auto, secondo cui la soluzione di compromesso tra la Commissione Ue e la Germania sull'inclusione degli e-fuels nel provvedimento sullo stop ai mezzi inquinanti dal 2035 per l'Italia sarebbe "svantaggiosa".