Mercoledì 19 Giugno 2024
COSIMO ROSSI
Politica

Mattarella parla di Europa. Borghi e Salvini all’attacco: "Non è la festa della Ue". Tajani: solidarietà al Colle

Il Carroccio chiede le dimissioni del presidente, poi in serata le ritratta: nessuno le vuole. Lo sdegno delle opposizioni. "Atteggiamento vergognoso. Meloni prenda le distanze".

Mattarella parla di Europa. Borghi e Salvini all’attacco: "Non è la festa della Ue". Tajani: solidarietà al Colle

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Non l’avesse mai evocata una "sovranità europea", il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Proprio alla vigilia del voto per il parlamento di Bruxelles, le parole del Capo dello Stato sono state prese a spunto per una polemica a fini elettorali da parte della Lega da una parte e della scandalizzata opposizione dall’altra. Un profluvio di dichiarazioni che ha finito per oscurare la tradizionale parata dei Fori imperiali, che si è svolta quest’anno sotto ininterrotti scrosci di pioggia.

Pietra dello scandalo, appunto, il concetto di sovranità. Nell’anniversario della festa della Repubblica il Carroccio considera scabroso che Mattarella dica che l’Italia è oggi inserita "nella più ampia comunità dell’Unione Europea, cui abbiamo deciso di dar vita con gli altri popoli liberi del continente e di cui consacreremo tra pochi giorni la sovranità con l’elezione del Parlamento Europeo". La cosa suscita lo sdegno del deputato leghista e candidato europeo Claudio Borghi, secondo cui "se il presidente pensa davvero che la sovranità sia dell’Unione Europea invece dell’Italia, per coerenza dovrebbe dimettersi perché la sua funzione non avrebbe più senso". La provocazione centra l’attenzione dei media. Borghi, non insolito alle malizie, viene chiamato a difendere la propria dichiarazione.

Parole considerate "eversive" a detta di tutte le opposizioni. "Più che mai fiero" di aver indicato Mattarella il leader di Iv Matteo Renzi, mentre i partner di +Europa attaccano con Riccardo Magi il carattere eversivo delle destre sovraniste, sulla stessa lunghezza del presidente dei senatori dem Francesco Boccia. Per i 5stelle Stefano Patuanelli e Francesco Silvestri si tratta di "sabotaggio" della democrazia italiana da parte leghista. Come loro, anche la leader dem Elly Schlein chiede una presa di distanza da parte delle premier, all’insegna del gioco di sponda e legittimazione reciproca ormai quotidiano.

Perché è quando il leader del Carroccio Matteo Salvini fa propria la dichiarazione di Borghi che davvero si accendono i riflettori sul caso. "Oggi è la festa degli italiani e della Repubblica, non della sovranità europea – dice il vicepremier – Noi abbiamo un presidente della Repubblica perché esiste una Repubblica, una sovranità nazionale italiana". Il ministro leghista, assente ieri dalle celebrazioni, difende la causa dell’italianità contro l’Unione europea delle multinazionali. Ma in serata precisa che le parole di Borghi son state travisate e "nessuno chiede le dimissioni" del presidente della Repubblica.

La versione tricolore della festa e della presenza italiana in Europa in fondo convince anche la premier Giorgia Meloni. Che nella celebrazione ricorca come l’idea originaria di Europa fosse improntata anche alla "forza e la specificità degli Stati nazionali", cui a suo avviso "dovremmo tornare". Perché criticare l’Europa va bene, ma il capo dello Stato non si tocca. "Siamo italiani ed europei, questa è la nostra identità. Questa è la nostra civiltà. Ogni scelta antieuropea è deleteria per l’Italia", posta in serata il vicepremier Antonio Tajani esprimendo la propria solidarietà al Capo dello Stato. Che ovviamente tace sulle polemiche.

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