“Legge bavaglio”. Stop alla pubblicazione delle ordinanze di custodia. L’emendamento, cos’è e le polemiche

La proposta di Costa (Azione) passa con il voto favorevole di maggioranza e Italia viva. Le opposizioni e i sindacati dei giornalisti insorgono: "Bavaglio alla libertà di stampa"

Roma, 20 dicembre 2023 – Stop alla pubblicazione "integrale o per estratto" del testo dell’ordinanza di custodia cautelare. Fino alla conclusione delle indagini o dell’udienza preliminare. Che può arrivare anche a 18 mesi da un arresto. Il divieto viene introdotto con un emendamento di Enrico Costa di Azione alla legge di delegazione europea sulla presunzione di innocenza e approvato con 160 sì e 70 no alla Camera. Anche Italia viva si associa alla maggioranza, mentre dall’opposizione la misura viene giudicata come una legge bavaglio contro la libertà di stampa.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio

Come funziona

L’emendamento Costa, intervenendo sull’articolo 114 del Codice di procedura penale, codifica "il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare, in coerenza con quanto disposto dagli articoli 3 e 4 della direttiva Ue del 2016 sulla presunzione d’innocenza". È stato controfirmato anche da Riccardo Magi di +Europa. Come ha precisato lo stesso deputato, è comunque permesso riportare il contenuto dell’ordinanza: "Si vieta invece la riproduzione dell’atto processuale, spesso di centinaia di pagine zeppe di testi di intercettazioni, prima ancora che l’indagato abbia potuto difendersi. È un ritorno alla disciplina in vigore prima del 2017, che nessuno considerava un bavaglio".

L’iter

Il percorso dell’emendamento è stato piuttosto complicato. Una prima proposta, alla quale il governo aveva annunciato parere contrario, è stata riformulata. Il testo originario prevedeva il divieto di pubblicazione dell’ordinanza, sempre fino alla conclusione delle indagini o dell’udienza preliminare. L’esecutivo ha mediato con l’inserimento della formula "integrale o per estratto" del testo, evitando così l’incognita del voto segreto. E alla fine è arrivato l’ok largo di Montecitorio. L’ordinanza è il testo base dell’accusa nella richiesta delle misure di custodia cautelare. Al suo interno, se utilizzate durante l’indagine, viene citato il testo delle intercettazioni usate per formulare l’accusa. Il divieto di pubblicazione di estratti tutela l’indagato, anche se "scade" al più tardi con l’udienza preliminare. Ora l’approvazione definitiva o la riformulazione della legge tocca al Senato.

La FNSI e l’opposizione

La Federazione Nazionale della Stampa ha annunciato una mobilitazione contro la "legge bavaglio", esortando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non firmarla perché "potrebbe essere fonte di immani distorsioni di diritti". Secondo il sindacato dei giornalisti "si tratta di un provvedimento liberticida non solo nei confronti dell’articolo 21 della Costituzione, ma anche delle libertà individuali". La Fnsi aveva annullato la sua presenza alla conferenza stampa di fine anno della premier Meloni, poi comunque saltata per un’indisposizione della premier. I giornalisti liguri si sono imbavagliati in un flash mob e hanno osservato un minuto di silenzio durante l’evento Cronaca di un anno di Cronaca. Anche il sindacato dei giornalisti Rai Usigrai si mobilita contro quella che definisce "una svolta autoritaria" e promette di aderire "a ogni forma di mobilitazione". Di "pesante limitazione del diritto di cronaca" parla l’Ordine dei giornalisti. Il procuratore Nicola Piacente ha detto che la legge "rischia di portare a un passo indietro pericoloso". Sandro Ruotolo, Pd: "Siamo meno liberi". Il "nuovo bavaglio alla libertà di stampa" è stato denunciato anche da Avs e M5s.