Irpef tagliata agli agricoltori, Molinari: "Ok, ma non basta. Bisogna alzare il tetto dell’esenzione"

Il capogruppo della Lega alla Camera: "Non siamo contro FdI o il ministro. Il governo doveva ripensarci. Per poche migliaia di euro saranno moltissimi quelli tagliati fuori"

Roma, 10 febbraio 2024 – Riccardo Molinari (capogruppo della Lega alla Camera), il governo sembra aver trovato un punto di caduta con gli agricoltori.

"Stiamo aspettando che il governo proponga un emendamento sul decreto Milleproroghe, sappiamo che lo farà ma non ne conosciamo il contenuto. Ci dovrebbe essere l’abolizione dell’Irpef agricola sotto i 10mila euro e questo è un passo avanti, ma è ancora insufficiente, noi riteniamo che si possa fare di più perché si rischia di escludere, casomai per poche migliaia di euro, quelli che di mestiere fanno gli agricoltori".

Riccardo Molinari, 40 anni, capogruppo della Lega alla Camera, con Matteo Salvini
Riccardo Molinari, 40 anni, capogruppo della Lega alla Camera, con Matteo Salvini

Rimettete quello che la legge di Bilancio aveva cancellato.

"La riforma fiscale, che per abbassare le tasse a milioni di cittadini, ha visto la cancellazione di tutte quelle che erano esenzioni specifiche, quindi ci è finita dentro anche questa, ma ci siamo subito accorti del problema e non appena sono ripartiti i lavori parlamentari a inizio gennaio, prima dei trattori, abbiamo preparato un emendamento per il primo provvedimento utile, che è appunto il Milleproroghe. Non è che si poteva far saltare la legge di bilancio su questa norma, ma l’intento di rimettere mano al tema c’è stato fin da subito, per noi. E adesso stiamo cercando appunto di sistemarla".

Nel governo, però, non sembra che tiri aria tranquilla.

"Sto leggendo che c’è sempre il tentativo di personalizzare e di trasformare i temi in scontri tra partiti. La posizione della Lega non è contro Lollobrigida o contro FdI. Riteniamo che su questo tema il governo debba fare un passo indietro e tornare all’esenzione, ma questo non è che lo diciamo perché c’è Lollobrigida. Siamo stati sempre vicini a questo settore; ci siamo sempre occupati di agricoltura e riteniamo che il costo dell’operazione, parliamo di 250 milioni, non sia un costo esorbitante e che sia molto maggiore il danno al mondo agricolo non rimettendo l’esenzione. È una valutazione politica, non una posizione polemica contro Lollobrigida. Capiamo tutte le difficoltà, ma da partito sollecitiamo il governo a risolvere il problema che, ripeto, si può sistemare senza grandi sforzi".

Il passaggio dei trattori davanti al Colosseo
Il passaggio dei trattori davanti al Colosseo

Il settore merita una riforma complessiva. La Lega ci pensa?

"A mettere in cattiva luce gli agricoltori sono i partiti filoeuropeisti, in particolare la sinistra, che dice gli agricoltori non hanno titolo a protestare perché l’Europa destina un terzo del budget all’agricoltura , ma questa è una cosa non corretta come narrazione perché intanto ricordiamo che i soldi dei sussidi sono soldi degli Stati – e anche l’Italia contribuisce – e non vengono regalati da altri, ma il punto è che i sussidi per tenere in piedi l’agricoltura sono infinitamente minori come utilità rispetto alle limitazioni che l’Europa pone all’attività agricola e che creano un danno agli agricoltori. La Ue, che dovrebbe regolare il mercato comune, dovrebbe garantire dei prezzi che permettano la produzione in modo sostenibile e tutelare il mercato unico dai prodotti che arrivano fuori dall’Europa. Il libero mercato non tutela il piccolo agricoltore dalla grande distribuzione. E sul Green deal stanno protestando tutti. Tutte queste imposizioni ideologiche provocano danni ben maggiori rispetto al sussidio che poi eroga la Ue. Gli agricoltori hanno tutte le ragioni per protestare e non son o affatto dei privilegiati sussidiati".

Fratelli d’Italia è d’accordo su questa linea?

"Ma io penso che i principi siano gli stessi, non abbiamo nessuno scontro aperto con FdI. Abbiamo una differenza di vedute su questa partita dell’Irpef, però rivendichiamo la possibilità di dire la nostra su alcune tematiche anche perché, visto che sulla legge di bilancio i gruppi parlamentari non hanno potuto incidere, che almeno possano porre sul Milleproroghe qualche problema politico, perché questo è il sale della democrazia".