Sabato 22 Giugno 2024
ALESSANDRO D’AMATO
Politica

Irene Tinagli (Pd): "Siamo sempre atlantisti. Col Ppe si può dialogare"

L'eurodeputata Irene Tinagli del Pd parla degli obiettivi del suo partito per l'Europa: “Integrazione, investimenti, transizione ecologica. Sottolinea la lotta contro i paradisi fiscali e per i diritti dei lavoratori”

Irene Tinagli

Irene Tinagli

Roma, 31 maggio 2024 – "Un’Europa più integrata, il sostegno agli investimenti, l’attenzione alla transizione ecologica e un modello di crescita economica più sostenibile". L’economista ed eurodeputata del Pd Irene Tinagli, presidente della commissione per i problemi economici e monetari a Bruxelles, risponde così alla domanda sugli obiettivi che si pone il suo partito nella prossima legislatura europea: "E non solo: lotteremo contro i paradisi fiscali per avere più equità, affinché le multinazionali paghino il giusto. Poi ci auguriamo progressi sull’unità sulla salute e i diritti dei lavoratori, dopo la direttiva sul salario minimo e le tutele per i rider".

Dopo il voto su cosa si può incardinare una nuova intesa tra Popolari e Socialisti?

"Sul lavoro, sulla salute e sull’ambiente dall’inizio della legislatura abbiamo messo a punto insieme un programma negoziato e condiviso. Poi, con la campagna elettorale, qualcuno ha fatto marcia indietro. Io mi auguro che dopo il voto si riprenda il dialogo".

Quali sono le sfide economiche che attendono l’Ue nei prossimi cinque anni?

"La più importante sono gli investimenti che servono per far fronte alla competizione globale e alle sfide geopolitiche come la sicurezza e la difesa. E poi dobbiamo rinforzare il mercato unico con risorse comuni, come abbiamo fatto con il Recovery Plan".

Cosa pensa del nuovo Patto di Stabilità e delle critiche che sono arrivate dall’Italia?

"Il governo italiano l’ha firmato, poi i deputati della maggioranza non l’hanno votato in Parlamento. Forse dovrebbero spiegare perché. Noi abbiamo detto che la riforma originaria aveva elementi di innovazione e ambiti di investimento. L’accordo uscito alla fine dal Consiglio introduce invece elementi che destano preoccupazione, soprattutto alla luce delle sfide che ci attendono. È però possibile controbilanciare l’austerità con gli investimenti europei. Ma solo se non vincono quelli che vogliono meno Europa, d’accordo con la Meloni".

E la proposta del candidato Pd Tarquinio di sciogliere la Nato?

"Penso che sia una posizione personale, la linea del Pd è altlantista. Sui temi del Pd c’è condivisione, dai diritti dei lavoratori alla lotta alle disuguaglianze all’istruzione. Le divergenze ci sono in tutti i partiti. Guardi la Lega: molti non condividono le idee di Vannacci, eppure Salvini lo ha candidato".

Eppure tra Ucraina e Israele la posizione del Pd sembra piuttosto ondivaga.

"Non sono d’accordo. Il Pd sostiene la difesa e la resistenza dell’Ucraina, sperando che i tentativi diplomatici riaprano il dialogo tra le parti. Su Israele da sempre sosteniamo la formula dei due popoli e dei due Stati. Adesso di fronte ai massacri del governo Netanyahu in Palestina abbiamo una posizione molto dura. Come del resto gli Stati Uniti".