Lunedì 22 Aprile 2024

Europee, il grande risiko Pd. I dubbi di Schlein: capolista o no? A rischio la rielezione delle donne

Oggi il dossier candidature approda in segreteria. La leader potrebbe rubare voti alle eurodeputate uscenti. Picierno: "Un problema di femminismo". Corsa affollata al Centro, Bonaccini in pole position al Nord-Est

Roma, 26 marzo 2024 – Si riunisce oggi la segreteria Pd che deve avviare la discussione sulle liste per le Europee, oltre ad affrontare i casi della ministra del Turismo Daniela Santanchè e del sindaco di Bari Antonio Decaro. Che proprio dopo la bufera barese in realtà si consolida come esponente antimafia di punta delle liste dem nella circoscrizione Sud, probabilmente in ticket con la capolista Lucia Annunziata, che avrebbe sciolto la riserva sulla candidatura, anche se preferirebbe il Centro. Ancora non scioglie invece la riserva la segretaria Elly Schlein, alle prese con un complicato puzzle di candidature nelle cinque circoscrizioni, dove potrebbe concorrere a geometrie variabili.

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Al netto delle valutazioni sull’opportunità politica di accettare il terreno della personalizzazione plebiscitaria più consono alla premier Giorgia Meloni, per la leader dem si pone il problema pratico della concorrenza alle donne del partito, dato l’obbligo di preferenze con alternanza di genere. "Sarebbe oggettivamente un problema di femminismo", manda a dire Pina Picierno, una di quelle cui Schlein potrebbe sottrarre consensi. Di qui la possibilità di una posizione variabile della segretaria: potrebbe concorrere seconda o terza nel Nord-Ovest e Isole, capolista al Centro.

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Nel Nord-Ovest il posti sono 5. La presidente di Emergency Cecilia Strada ha accettato l’offerta di fare la capolista. Energia popolare (Ep) punta invece sul sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’uscente Irene Tinagli, la più a rischio di vedersi togliere voti da Schlein, oltre al milanese Emanuele Fiano. In cerca di riconferma il capogruppo uscente Brando Benifei, passato dalla sinistra Dems nelle file di Ep. Anche per questo potrebbe raccogliere preferenze almeno una candidatura di sinistra, ma Andrea Orlando per ora resta defilato. Per guidare le liste del Nord-Est è in pole position il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, riluttante a cedere la leadership a esponenti che non siano la segretaria. Che potrebbe lasciare campo libero, altrimenti le sue preferenze scalzerebbero per forza una tra le uscenti Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti, entrambe di area Ep. I voti schleiniani potrebbero concentrarsi su Alessandro Zan e il giornalista Paolo Berizzi.

La rissa e la ridda è per i 4 seggi del Centro. Come capolista si parla dell’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio, le cui posizioni pacifiste rischiano però di mettere a disagio il Pd. Che perciò potrebbe schierare Schlein. Per gli altri 3 concorrono: l’ex governatore laziale Nicola Zingaretti, che aspira al ruolo di capogruppo Pse; il sindaco di Firenze Dario Nardella, entrato in orbita Franceschini più che Schlein; quello di Pesaro Matteo Ricci e Alessia Morani per Ep; l’uscente schleiniana Camilla Laureti. Le ultime due sono a rischio di essere escluse dai voti alla segretaria. Che vorrebbe candidare anche le scrittrici Chiara Valerio e Elena Stancanelli tra Centro e Sud. Qui i seggi sono 4 e la lista sarà guidata dal duo Annunziata-Decaro, seguito dalla uscente Picierno (Ep) e dall’ex deputato di ascendenza dc Lello Topo, a cavallo tra riformisti e il governatore De Luca. Per i due seggi delle Isole, infine, insieme alla segretaria concorrono l’ex segretario regionale siciliano di area riformista Peppino Lupo, finalmente libero delle tribolazioni giudiziarie, e il medico pacifista di Lampedusa Pietro Bartolo, che 5 anni fa arrivò primo.