Lunedì 22 Aprile 2024

Meloni: “Lascerei la politica solo per mia figlia. Alle europee punto al 26%”

La premier: “Rinuncerei se dovessi rendermi conto che Ginevra sta pagando un prezzo troppo alto. E se capissi che non ho più il consenso degli italiani”. E sulle elezioni: “Vittoria sarebbe confermare i voti delle politiche”

Roma, 19 marzo 2024 – "C'è solo una persona al mondo che potrebbe convincermi a lasciare la politica ed è mia figlia Ginevra. Se dovessi rendermi conto che lei sta pagando un prezzo troppo alto. E' una domanda che a volte mi faccio, ma è una bambina forte, intelligente e comprensiva. Stiamo facendo del nostro meglio per non perderci in questa tempesta", ha confessato la premier Meloni in un’intervista ad Agorà su Rai3. 

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E ha aggiunto: "Rinuncerò alla guida della Nazione quando dovessi rendermi conto che non ho più il consenso degli italiani, perché questa non è una vita che si può fare senza ragione, non è una cosa che fai per te stesso, non io. Devi sapere che qualcuno crede con te, quindi non potrei farlo se mi rendessi conto che non ho più il consenso degli italiani per farlo, non potrei più farlo se non avessi più la libertà di incidere, non sto qua a sopravvivere. Non tutto riesce perfettamente, non sempre vinci ma devo sapere che sto cambiando qualcosa”, è il ragionamento della premier. 

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Sui social oggi la presidente del Consiglio ha anche scritto un messaggio di auguri in occasione della Festa del papà. "Auguri a tutti i papà che, con dedizione e amore, si impegnano ogni giorno per il bene dei propri figli. A tutti quei papà che, nonostante le sfide e le difficoltà, continuano a essere un faro di sostegno, trasmettendo preziosi valori e regalando momenti indimenticabili ai figli. Buona festa del papà", ha scritto la premier in un messaggio che sembra rivolto anche all’ex compagno Andrea Giambruno che, come più volte ribadito, continua a essere presentissimo nella vita della figlia Ginevra nonostante la separazione dalla premier. 

Meloni ha poi esteso il discorso alle elezioni europee, dove "per me una vittoria sarebbe confermare i voti che mi hanno portato a Palazzo Chigi un anno e mezzo fa, e sarebbe cosa non facile: non accade spesso che dopo un anno e mezzo chi è il governo possa confermare quel consenso. Ma è sicuramente un obiettivo al quale punto", ha detto ancora nell’intervista ad Agorà. 

Botta e risposta con Elly Schlein

Infine la stoccata a Elly Schlein: “La sinistra si è indignata perché ho detto che le tasse non sono una cosa bellissima ma lo confermo”, sottolineando che “non accetto, come ho sentito, la leader del Pd dire che la sanità, che si paga con le tasse, è bellissima: sono d'accordo ma le lezioni anche no perché è stato questo governo a portare il fondo sanitario al suo massimo storico”. "Non mi permetterei di dare consigli a Elly Schlein. Io posso avere una speranza, mettiamola così… Ho visto una sinistra che negli anni ha preferito sempre lavorare sulla demonizzazione dell'avversario, invece credo che la politica italiana abbia bisogno di riportare il confronto, anche quando aspro e aspro deve essere, su una dimensione di rispetto e di riconoscimento reciproco. Perché quando lavori sulla presunta impresentabilità, sulla demonizzazione dell'avversario, alla fine quando cerchi di trascinare la politica nella lotta nel fango, ci perdono le istituzioni. Io ho rispetto per

Schlein, quindi forse lei è la persona che da quella parte della barricata, se la vogliamo chiamare così, spero voglia davvero imprimere un cambiamento in questo", ha concluso la premier.

Non si fa attendere la replica della segretaria Pd. ''Gli attacchi personali e la lotta nel fango non sono stati mai il mio stile. Abbiamo ragioni politiche per contestare le scelte del governo. Attacchi personali no, rispetto reciproco, ma pretendo che il governo rispetti le persone che stanno colpendo con le loro scelte, per quelle persone che prenotano un appuntamento per una visita al 2026", ha detto Schlein.