Scontro sulla giustizia, il viceministro Sisto: “Nessuna guerra tra politici e magistrati. E Crosetto ha chiarito”

Il vice-guardasigilli: Delmastro saprà difendersi nelle sedi opportune. "La separazione delle carriere? Si farà, è nel nostro programma elettorale"

Roma, 30 novembre 2023 – Viceministro Francesco Paolo Sisto, il rinvio a giudizio di Delmastro conferma le paure di Crosetto? Nella magistratura qualcuno trama contro il governo?

"Assolutamente no – risponde il numero due del Guardasigilli Nordio – Andrea Delmastro ha ricevuto due richieste positive dalla procura, una di archiviazione e l’altra di proscioglimento. Il Gup l’ha vista diversamente: saprà difendersi compiutamente nelle sedi competenti".

Francesco Paolo Sisto, 68 anni
Francesco Paolo Sisto, 68 anni

Il sottosegretario Fazzolari definisce il rinvio ’inconsueto’.

"Non lo definirei né consueto né inconsueto. Da avvocato, ritengo che quando c’è un provvedimento non condiviso di un giudice, questo debba essere rimosso all’interno del quadrante giuridico, ovvero nell’aula di tribunale".

L’opposizione chiede le dimissioni del sottosegretario.

"Noi di Forza Italia siamo garantisti con tutti. La nostra Costituzione dice che si è colpevoli soltanto con una sentenza definitiva. Peraltro, le dimissioni non possono essere imposte, sono un gesto di sensibilità personale, non un diktat moralista, come vuole qualcuno".

Il ministro della Difesa ha esagerato a lanciare l’allarme?

"Il migliore interprete di Crosetto è... Crosetto. Mi sembra che il ministro della Difesa abbia già chiarito le sue ragioni. Ha spiegato cioè che era più un timore che una certezza. Una volta che lui si è espresso non mi pare ci sia bisogno di dire altro".

Insomma, getta acqua sul fuoco. E così, conferma l’impressione diffusa in questi ultimi giorni che il governo stia cercando una tregua con la magistratura.

"Non parlerei di tregua perché non c’è nessuna guerra. Anzi, c’è invece la necessità di fare sinergia per scrivere insieme buone pagine di giustizia giusta. La migliore magistratura, la migliore avvocatura e la migliore politica, quelle più dialoganti, facciano squadra, nell’interesse del cittadino. Mi sembra che il problema dello scontro si ponga solo per chi vuole esasperare i toni, rivitalizzare una lotta per cui il Paese ha già pagato tantissimo. E noi di Forza Italia, per Berlusconi, lo sappiamo meglio di tanti altri".

A chi si riferisce?

"A chiunque vuole prendere la palla al balzo per riproporre vecchi antagonismi vintage e comunque fuori tempo massimo. Anche la stessa riforma dell’ordinamento giudiziario ritengo che sia assolutamente nell’interesse della magistratura, comprese le cosiddette valutazioni professionali".

A caldo, il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, ha commentato: le pagelle? Non siamo scolari...

"L’altro ieri, in un dibattito a cui abbiamo partecipato entrambi, Santalucia ha detto chiaramente che i magistrati non hanno timore di essere valutati. Il termine ’pagelle’ è riduttivo: in realtà, questa riforma concede a un magistrato che può avere qualche momento di difficoltà la possibilità di recuperare e quindi di meritare, poi e comunque, un giudizio di assoluta affidabilità".

Come la mette con i test psico-attitudinali? Verranno abbandonati o no?

"Non mi pare che oggi ci siano. Si è creata una tempesta in un bicchiere d’acqua".

Il ministro Nordio dice che la riforma della separazione delle carriere si farà dopo il premierato: un modo per rinviarla sine die?

"No. Il Guardasigilli ha detto con molta nettezza che nella prossima primavera la proposta sulla separazione del carriere sarà portata in Consiglio dei ministri. Significa che la separazione del carriere, che è la riforma con la maiuscola per Forza Italia, non sarà successiva alla conclusione del premierato, ma camminerà insieme alla riforma istituzionale. Poi può pure essere che il referendum del premierato sia antecedente a quello sulla separazione delle carriere (o viceversa) per evitare confusione sui quesiti. Detto questo, non ci fermeremo lì: noi vogliamo che si porti a termine la ulteriore riforma della giustizia civile, che vale due-tre punti di Pil. Su questi temi, il mio partito, Antonio Tajani in primis, è estremamente determinato".

Si sente di garantire che il governo presenterà la separazione a primavera? Si dice che Giorgia Meloni prenda tempo perché non vuole la riforma.

"Non credo proprio sia così. Anche perché abbiamo un patto con gli elettori che comprendeva la separazione delle carriere. In ogni caso, Forza Italia sarà garante attento che la riforma arrivi dove deve arrivare: quattro passaggi parlamentari, poi, ragionevolmente, il referendum".

Riforma che potrebbe essere motivo di scontro tra governo e magistratura...

"Prima si esprimerà il Parlamento, poi i cittadini con il referendum. Non vedo come qualcuno possa dolersi se i meccanismi della democrazia vengono utilizzati correttamente".

Se il clima diventasse incandescente, c’è chi ipotizza interventi del capo dello Stato.

"Ipotesi che escludo. A parte la saggezza del presidente della Repubblica, sapremo gestire le riforme nel rispetto rigoroso delle regole costituzionali".

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