Roma, 25 giugno 2018 - Il giorno dopo la sonora sconfitta ai ballottaggi delle elezioni amministrative 2018, per il Pd è tempo di tirare le somme. Ma subito si apre lo scontro tra le diverse anime del partito. Dall'altra parte Silvio Berlusconi commenta il successo del centrodestra, ma sottolineando la necessità di un "rinnovamento" anche all'interno dello stesso partito Forza Italia

CALENDA - Carlo Calenda parte all'attacco. "La navigazione a vista sta portando il centrosinistra all'irrilevanza proprio quando l'Italia ne avrebbe più bisogno", avverte. L'ex ministro, su Twitter, invita a "ripensare tutto: linguaggio, idee, persone, organizzazione" e ripropone la sua ricetta: "Allargare e coinvolgere su una nuovo manifesto". Insomma, torna a dire Calenda rilanciando la proposta di un 'Fronte repubblicano', occorre "andare oltre il Pd. Subito!". 

MARTINA - E Martina risponde subito: "Sono d'accordo sul ripensamento complessivo, abbiamo tanto da cambiare nei linguaggi e nelle idee ma non sono d'accordo sul superamento del Pd. Credo nella ricostruzione di un campo progressista, democratico di centrosinistra con un Partito democratico rinnovato al centro", dice il segretario reggente a 'Circo Massimo'. E sull'ipotesi di riapertura del dialogo con il Movimento 5 stelle, il reggente dice: "La vedo francamente difficile per le posizioni che stanno esprimendo".

MARCUCCI - "Abbiamo perso malamente. Nessun se, nessun ma. Il vento del 4 marzo continua a tirare in Italia, come in gran parte del mondo occidentale. Il voto se non altro ha sgombrato il campo dal ruolo e dalle responsabilità di Matteo Renzi. Il 24 giugno il Pd ha perso anche senza Matteo Renzi", è lo sfogo del capogruppo dem Andrea Marcucci su Facebook. Ora servono "nuove soluzioni", con "concretezza", "senza indulgere nei riti purificatori dell'opposizione - sottolinea - e coltivando impotenti vocazioni minoritarie".

CUPERLO - "C'è vita fuori dal Pd e dalle altre sigle di questa metà del campo", ragiona Gianni Cuperlo "ma per unire, per federare, quelle forze e altre che potrebbero rialzarsi - avverte l'esponente dem - serve una netta discontinuità nelle persone e nella iniziativa politica". Dunque "chiedo a chi la pensi così - è la proposta di lavoro - di batterci assieme fino dalla prossima Assemblea nazionale del Pd". "Si apra - esorta - una stagione costituente per una vera alternativa. Per quel che mi riguarda non accetto più tatticismi. Adesso è tempo di chiedere scusa, ripensare ogni cosa e ripartire". 

BERLUSCONI - Se il Pd ragiona sulla sconfitta, il centrodestra rimarca il successo nelle urne. Per Silvio Berlusconi "il risultato delle elezioni amministrative, sia al primo turno che al ballottaggio di ieri, che chiude una lunga stagione elettorale cominciata il 4 marzo, conferma il successo del centro-destra già emerso nelle altre consultazioni del 2018". Il leader di Forza Italia, in una lunga nota in cui analizza il voto, sostiene che a vincere "è un centro-destra plurale, nel quale nessuna forza politica è autosufficiente: ad un buon risultato della Lega si accompagna infatti un'ancora più forte affermazione di liste e candidati civici, senza un chiaro riferimento di partito, espressione piuttosto di quella società civile che fatica a riconoscersi nell'offerta politica tradizionale". Per questo motivo, unito al forte astensionismo, invoca la "necessità di un rinnovamento e di un'apertura delle forze politiche nazionali, a cominciare dalla nostra, che devono saper accogliere queste ed altre energie nuove e coinvolgerle in un progetto politico complessivo, espressione di quell'altra Italia che oggi non partecipa alla vita pubblica, ma che rappresenta il cuore pulsante del Paese, nel lavoro, nell'impresa, nelle professioni, nelle università, fra i più giovani".

Nel registrare "l'aumento del numero dei sindaci azzurri nei comuni superiori ai 15 mila abitanti", Berlusconi sottolinea altri due dati politici: "la crisi del Pd" e il Movimento 5 Stelle che resta "marginale nel governo locale". Secondo il presidente di Forza Italia, "non riesce in nessun modo a riprodurre il successo delle elezioni politiche, successo che si conferma frutto di un voto di reazione e di protesta emotiva e non di un'adesione consolidata e motivata".