25 aprile 1945, la liberazione di Firenze (PressPhoto)
25 aprile 1945, la liberazione di Firenze (PressPhoto)

Bologna, 25 aprile 2019 - "Bella ciao" è 'la' canzone dell’antifascismo e della Resistenza. Qualunque sia la sua origine – poi ne parleremo – si tratta di una canzone di lotta fra le più popolari non solo in Italia, ma nel mondo. Esistono versioni in arabo e cinese. Il ritmo è molto 'pop' ed è impossibile scordarsela. Tanto che, rispetto a molte altre musiche partigiane, oggi viene cantata o fischiettata nelle più svariate occasioni politiche e culturali.

Sull’origine di Bella Ciao si è molto dibattuto. In un primo momento si pensava a una diretta emanazione dei canti delle mondine, ma uno studioso tra i più attenti dei movimenti socio-politici, Cesare Bermani, ha dimostrato che l’origine è un’altra. Si tratta del canto "Il Fior di Tomba" con il "Ciao" ripetuto che deriva da una canzone infantile assai diffusa nelle regioni del Nord Italia. Alcuni studiosi la ricollegano addirittura a una ballata francese del Cinquecento.

Fatto sta che fischiettare "Bella Ciao" è esercizio tipico di molti, non solo di gente di sinistra. Ed è anche una motivo utilizzato da grandi artisti o gruppi musicali. Probabilmente la più famosa è la riproposizione dei Modena City Ramblers, osannata in piazza San Giovanni ogni Primo Maggio, dai toni volutamente aggressivi e rock così come la versione di Manu Chao o quella popolar-gitana di Goran Bregovic. Ma la parte del leone la giocano i gruppi ska che, spesso, suonano nei centro sociali con versioni molto ballabili. Non mancano anche fenomeni cinematografici che evocano Bella Ciao. A esempio, in Spagna, dove in 'Casa di carta', popolarissima serie tv, fa da sottofondo nelle scene più emozionanti. Insomma, al di là della Storia, Bella Ciao è un grande fenomeno popolare.