Gaza, cortei in tutto il mondo. In Italia nasce Setteottobre. Parisi: "Troppe bugie su Israele"

L’ex politico-manager fonda un’associazione: "Vittime scambiate per carnefici"

Roma, 14 gennaio 2024 – “L’associazione nasce perché siamo tutti sconvolti non solo dal massacro del 7 ottobre, ma anche per come ha reagito una parte dell’Occidente. Ci chiediamo come sia possibile che tanti giustifichino la violenza. Quel giorno abbiamo capito ancora di più che i valori delle democrazie occidentali sono in crisi e per questo vogliamo difenderli".

Stefano Parisi
Stefano Parisi

Stefano Parisi presenterà il 21 e il 28 gennaio a Roma e a Milano l’associazione Setteottobre, promossa insieme alla moglie Anita Friedman e che ha avuto già l’adesione di 200 persone tra cui personalità del calibro dell’ ex ambasciatore Luigi Mattiolo, dei giornalisti Anna Borioni, Pierluigi Battista, Daniele Scalise e Claudio Pagliara, della regista Andrée Ruth Shammah, di Gabriele Albertini e Ilaria Borletti.

Quali iniziative intendete promuovere?

"Il primo piano è quello della comunicazione. Vogliamo contrastare l’enorme numero di bugie dette su Israele. L’informazione che scambia le vittime con i carnefici va contrastata. Poi vogliamo fare vera informazione su Israele e sull’Occidente, nelle scuole e nelle università ma anche nei canali social. Ma il nostro sarà anche un think tank: avremo esperti e faremo ricerche sull’opinione pubblica per capire quali sono i meccanismi che portano a odiare l’Occidente e gli ebrei oggi in Europa e negli Stati Uniti".

E a chi vi rivolgete?

"In primo luogo alla società civile. Non vogliamo convincere gli odiatori, ma rivolgerci al vasto mondo di indifferenza e ipocrisia che porta un preside a non dire nulla quando gli studenti invitano un terrorista nelle loro assemblee. Oppure a quei 4mila professori che hanno firmato l’appello per interrompere "l’occupazione illegale" della Palestina da parte di Israele da 75 anni. Ma anche ai direttori che lasciano scrivere falsità su Israele e prendono per buona la propaganda di Hamas sui loro giornali.Vogliamo mettere sotto pressione questo mondo, tra cui anche la politica".

Che cosa pensa della posizione del governo sull’argomento?

"Sicuramente il governo ha condannato l’accaduto, ma questo era ovvio. Forse però bisogna fare di più. La Germania ha voluto entrare sulla questione del genocidio al tribunale dell’Aja. Berlino sa bene cos’è un genocidio e quindi la sua mi sembra una posizione forte. A prescindere da quello che si pensa della politica di Israele, il suo diritto a esistere e difendersi deve essere affermato da tutti".

E chi invece non la convince oggi in Italia?

"Per esempio gli organizzatori della manifestazione del 25 novembre sul femminicidio di Giulia Cecchettin che hanno cancellato il femminicidio di massa del 7 ottobre. Abbiamo aiutato a raccogliere più di 16 mila firme sull’Appello. Ma anche quei movimenti Lgbtqia+, che hanno accusato Israele quando un omosessuale a Gaza non può vivere e a Tel Aviv si svolge uno dei Pride più grandi del mondo. A Gaza un omosessuale deve scappare per non essere ucciso e le donne sono sottomesse agli uomini. Oggi le manifestazioni pro-Palestina ribollono di odio verso gli ebrei. Chi urla “liberiamo la Palestina dal fiume al mare” appoggia chi vuole sterminare gli ebrei che vivono in Israele. È chiaro che cresce il razzismo antisemita e il nazismo in Occidente. E 75 anni dopo la Shoah fa molto impressione che questo accada".

Cosa pensa della decisione del Sudafrica di accusare Israele di genocidio davanti alla Corte dell’Aja?

"Purtroppo sono state inventate prove inesistenti sul genocidio nei confronti dei palestinesi, che non esiste. È Israele che ha subito un genocidio: è esattamente quello che è accaduto il 7 ottobre. Sul banco degli imputati dovrebbe esserci Hamas".