Marco Minniti (Imagoeconomica)
Marco Minniti (Imagoeconomica)

Roma, 17 novembre 2018 - Il Pd in questi mesi ha "avviato un lavoro di ricostruzione". A dirlo il segretario uscente Maurizio Martina, aprendo a Roma i lavori dell'assemblea del partito durante la quale ha annunciato le sue dimissioni e lanciato un appello per mettere "in campo una nuova stagione di unità". 

Grande assente Matteo Renzi, mentre sul palco è salito Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea e candidato dei socialisti per la presidenza della Commissione alle elezioni prossime europee. E proprio da quest'ultimo è partito l'affondo contro il governo gialloverde. In Europa "non critichiamo i progetti ialiani di questo governo perche' violano le regole ma perché fanno male agli italiani e all'Italia", ha detto Timmermans, aggiungendo che "la cooperazione europea non si fa con gli insulti, questo va spiegato al signor Salvini".  

Grande assente Matteo Renzi, mentre sul palco è salito Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea e candidato dei socialisti per la presidenza della Commissione alle elezioni prossime europee. E proprio da quest'ultimo è partito l'affondo contro il governo gialloverde. In Europa "non critichiamo i progetti ialiani di questo governo perche' violano le regole ma perché fanno male agli italiani e all'Italia", ha detto Timmermans, aggiungendo che "la cooperazione europea non si fa con gli insulti, questo va spiegato al signor Salvini".  

Martina non è stato da meno, ribadendo che il governo sta portando l'Italia "nel baratro" solo per cercare di ottenere "presunti tornaconti elettorali". Per il segretario uscente la risposta dell'esecutivo all'Ue è "provocatoria", mentre la manovra - ha detto - "scopriamo, mano a mano che le cose diventano realtà, che rischierà di generare in questo paese più ingiustizia sociale, più disuguaglianza". Tutto questo deve "preoccupare innanzitutto le imprese e i cittadini italiani, perché in ballo ci sono i loro sacrifici, il loro futuro, il loro destino". 

Poi l'invito al Pd. "Basta tatticismi. Ricordiamoci tutti che il nostro nemico è la destra", ha dichiarato ricordando l'impegno che deve essere profuso anche per le Europee oltre a quello per "un congresso fatto a modo". "Con questa ambizione può essere uno strumento utile per parlare al Paese e ricostruire un rapporto con la società. Dipende solo da noi. Uno strumento non dice nulla di per sé, dipende dalle donne e dagli uomini che lo usano". Martina non ha dimenticato le proteste spontanee dei cittadini di queste ultime settimane. "Noi tutti abbiamo guardato con interesse le piazze, quello che sta accadendo nel Paese. Le immagini di Torino, di Roma ci hanno colpito, le 70 piazze di ieri ci hanno colpito. Penso che si avverta, anche se in penombra, il rischio per il Paese che il governo fa correre e il dovere di una risposta". "Noi non siamo indifferenti a quelle mobilitazioni - ha aggiunto - chiediamo uno sforzo oltre il Pd, ci mettiamo fianco a fianco quando le battaglie sono giuste, per una alternativa più larga, più nuova, dove il Pd non è esclusivo, non guarda dall'alto in basso né ci mette il cappello sopra, le guarda con rispetto. Noi dobbiamo metterci lì in mezzo, con pazienza, sapendo che quella è la nostra ambizione", ha detto ancora.

Martina ha infine ricordato che nei primi mesi del 2019 ci saranno le elezioni regionali in Sardegna, Basilicata e Abruzzo: "In quelle regioni tutti i candidati vanno a fare campagna elettorale per il Pd per vincere, sono sicuro che nessuno si sottrarrà a impegno unitario". "In bocca al lupo a tutti i candidati - ha concluso - chiunque sia, so che saremo una grande squadra prima, durante e dopo il congresso". 

ZINGARETTI - E, a proposito di candidature, nessuna è stata presentata ufficialmente per la segreteria dem nel corso dell'assemblea, così sono state avviate le procedute per il congresso. "Finalmente andiamo nella direzione giusta: parte il congresso. Farà bene al Pd e all'Italia", ha sentenziato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, lanciando anche un appello affinché le primarie siano aperte a tutti. "Eliminiamo anche quei due euro a persona per votare perché per votare non si deve pagare, si deve chiedere una sottoscrizione: chi vorrà partecipare ai gazebo dovrà sottoscrivere e dare un contributo - ha aggiunto -. Lanciamo questo messaggio e secondo me avremo una grande partecipazione alle primarie. Ricominciamo e voltiamo pagina".

image

MINNITI E IL NODO TICKET - Per ora in campo per la guida del partito ci sono Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Francesco Boccia, Cesare Damiano e Dario Corallo. Resta invece in stand-by Marco Minniti, a cui non andrebbe a genio l'ipotesi di un ticket con Teresa Bellanova come propongono i renziani.