Martedì 18 Giugno 2024
MARCELLA COCCHI
Un altro giorno

"Spaghetti mandolino" e Visegrad, Meloni cambia verso - il podcast di Marcella Cocchi

Nuovo patto sui migranti e politica europea, il punto con il politologo Salvatore Vassallo (Istituto Cattaneo e autore di "Fratelli di Giorgia")

Marcella Cocchi, podcast Un altro Giorno

Marcella Cocchi, podcast Un altro Giorno

Roma, 9 giugno 2023 – Giorgia Meloni ha incassato un successo sia dal punto di vista dell'accordo raggiunto sui migranti, dopo molti anni di fumate nere in Europa, sia per il senso politico del voto di giovedì notte a Lussemburgo, che ridisegna il regime dell'accoglienza dei profughi minando parzialmente il famigerato regolamento di Dublino che penalizzava i Paesi di primo arrivo come l'Italia. "Un successo - risponde alle domande nel podcast il professore e direttore dell'Istituto Cattaneo, Salvatore Vassallo - che va letto anche in discontinuità rispetto a quanto finora espresso da Fratelli d'Italia". L'aggregazione dei Paesi conservatori ed euroscettici di Visegrad, spiega ancora Vassallo, in realtà era già stata ridefinita nei suoi equilibri dopo i fondi stanziati dalla Ue per la pandemia e dopo l'invasione russa in Ucraina. FdI era vicino al patto sovranista negli anni 2014-2015, quando aveva pensato di aderire a "Identità e democrazia", ossia il raggruppamento più estremo di cui fa parte anche la Lega. Ma il partito di Meloni, anche in seguito al risultato elettorale allora penalizzante, entrò nel gruppo "Conservatori e riformisti europei", di cui Meloni è poi diventata presidente. La premier ora ambisce a rafforzare la coesione tra Conservatori, Liberali e, soprattutto, Popolari, tentando di staccare questi ultimi dalla maggioranza Ursula (socialdemocratici con popolari e liberali) e cambiando verso anche alla politica di Bruxelles. Tutto questo crea però possibili frizioni politiche interne con la Lega di Matteo Salvini, tuttora considerato il vero interlocutore in Italia per esempio della leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen. Rotta dunque, per Meloni, verso una destra più moderata in Europa, con il plauso di Forza Italia e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Un partito, quest'ultimo, anch'esso in cerca di riabilitazione dopo le recenti polemiche provocate dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Vladimir Putin. "No all'Italia spaghetti e mandolino", ha detto la premier. Vediamo cosa sarà capace di realizzare.

Ha collaborato Marco Santangelo