Ornella Pinto, uccisa con 13 coltellate davanti al figlio: confermato l’ergastolo all’ex compagno

L’omicida ha anche perso la patria podestà del figlio. Il bimbo ora può essere adottato da Stefania Pinto, sorella della vittima e sua tutrice da marzo 2021

Manifestazione contro la violenza sulle donne. Nel riquadro l'arresto dell'ex compagno di Ornella Pinto

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Napoli, 17 gennaio 2024 – Confermata la condanna all’ergastolo per Pinotto Iacomino, l’ex compagno di Ornella Pinto, la professoressa di 39 anni uccisa a Napoli con 13 coltellate davanti al figlio di 3 anni il 13 marzo 2021. "Dopo questa sentenza, potrò adottare mio nipote". È scoppiata in lacrime, in aula, Stefania Pinto, la sorella di Ornella, dopo la conferma sia dell’ergastolo sia della perdita della podestà genitoriale per Iacomino. Il femmincidio era avvenuto nella notte nell'abitazione del quartiere Arenaccia di Napoli che la coppia condivideva prima della loro separazione.

L’adozione del figlio di Ornella Pinto

La sorella della vittima di femminicidio, in qualità di tutrice del bimbo, ora potrà chiedere l'adozione, poiché per la prima volta in Italia il papà ha perso la potestà genitoriale già in primo grado stabilita dal giudice del tribunale dei minorenni di Napoli. Assistita dagli avvocati Mino Capasso e Valeria Pessetti, Stefania Pinto si è costituita parte civile al processo nei confronti di Iacomino e sta seguendo tutto l'iter in sede civile anche per l'adozione del bambino, che oggi ha 6 anni e che fu svegliato quella tragica notte dalle urla strazianti di sua madre Ornella, accoltellata a morte dall'assassino. A Stefania è stata riconosciuta una provvisionale in qualità di tutrice del bambino. A processo, accanto alla famiglia Pinto si è costituita parte civile anche la Fondazione Polis con gli avvocati Celeste Giliberti e Gianmario Siani. "Alla fine la vera condanna è per noi e per il bambino che sto crescendo a tutti gli effetti come mio figlio", aggiunge Stefania Pinto, che dopo l'affidamento ora chiederà formalmente l'adozione del nipote. Un iter che - caso unico in Italia - potrebbe essere accelerato, visto che Iacomino ha perso la potestà genitoriale già in primo grado.

"La vera condanna è del bimbo rimasto senza madre”

“Per quanto dura possa essere stata la pena, la vera condanna è nostra e del bambino – ha detto Stefania Pinto -, che dovrà crescere senza la madre: vive con me e adesso, dopo la sentenza di secondo grado, procederò all'adozione. Gli ho dato e continuerò a dargli tutto l'amore possibile”. Stefania Pinto, come deciso dalla corte di assise di appello di Napoli, ha anche ottenuto una provvisionale da 180mila euro per il bimbo datogli in affidamento poco dopo l'omicidio. “È innaturale - ha concluso Stefania - perdere, contemporaneamente, l'affetto materno e anche il padre, a cui oggi è stata confermata la condanna all'ergastolo”.

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