Omicidio Vellega, risolto il ‘cold case’ di Acerra: fu bruciato vivo dall’ex moglie e dal convivente

Non fu un delitto di camorra. Il corpo fu trovato carbonizzato in auto, due anni dopo la svolta: Maddalena Masi e Francesco Miranda arrestati per la morte del 48enne. Ad incastrarli un paio di guanti blu: ecco perché

Napoli, 29 gennaio 2024 – Ferito e dato alle fiamme, il 48enne Domenico Vellega sarebbe stato ucciso dall’ex moglie Maddalena Masi, 39 anni, e dal nuovo compagno, il 51enne Francesco Miranda. Non è stato un delitto di camorra quello due anni fa portò alla morte dell’uomo, trovato all’interno di una Fiat 600 fiamme ad Acerra. Ma la furia omicida della coppia che lo aggredì nel loro appartamento e poi cercarono di cancellare le tracce caricandolo in auto e poi appiccando l’incendio. Era il 3 marzo del 2002. Stamattina l’arresto con l’accusa di omicidio. Ad incastrarli un paio di guanti blu, da alcune tracce di sangue e da una pistola : ecco perché. 

La soluzione del ‘cold case’

A due anni dall’efferato omicidio, i carabinieri hanno infatti arrestato l'ex moglie Maddalena Masi e il suo convivente, Francesco Miranda. Secondo gli inquirenti, sono loro che quella notte di due anni fa ferirono il 48enne all’interno del loro appartamento di Marigliano e poi bruciarono il corpo quando era ancora in fin di vita.

Vellega fu tramortito e trasportato disteso nella sua stessa auto, la stessa in cui è morto carbonizzato. Una volta arrivati ad Acerrra, il corpo fu spostato sul lato del conducente e poi dato alle fiamme. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno eseguito oggi, su richiesta della procura di Nola, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico della 39enne e del convivente 51enne .

I guanti blu

A incastrare la 39enne Maddalena Masi e il compagno Francesco Miranda di 51 anni è stato un paio di guanti blu. Alcuni testimoni avevano raccontato di aver visto “uomo vestito con abiti scuri che indossava un paio di guanti blu” allontanarsi dal luogo dell'incendio. E due giorni dopo il ritrovamento del cadavere, gli investigatori avevano trovato dei guanti dello stesso tipo nascosti in un bidone dell'immondizia, sul balcone dell'abitazione della ex moglie della vittima.

Una testimone aveva riferito che donna usava proprio dei guanti blu per pulire il balcone del suo appartamento. Ma la sera del ritrovamento, la casa versava in condizioni igieniche così scarse da impedire ai carabinieri di utilizzare la tecnica del luminol.

Tracce di sangue

La coppia è stata arrestata per l’omicidio di Vellega, ma al momento senza un chiaro movente. I carabinieri della scientifica avevano trovato macchie di sangue di Vellega nell'appartamento dove vivevano Masi e Miranda. Nella stessa casa in cui la vittima era presente fino a una ventina di minuti che la sua Fiat 600 prendesse fuoco.

I depistaggi della coppia

La coppia volevano prima simulare un suicidio, poi avrebbero cercato di depistare le indagini facendo intravedere scenari di camorra dietro la morte di Vellega. E così i due avevano alterato le scene del crimine: sia l'appartamento di Marigliano in cui avevano tramortito la vittima, sia il luogo di Acerra dove avevano dato alle fiamme la Fiat Panda 600, con l’uomo ancora vivo all'interno dell'abitacolo.

Traditi da una pistola

Ma, nel disseminare finte prove, hanno commesso errori risultati ‘fatali’. L'ex moglie di Domenicantonio Vellega e il nuovo compagno sono stati traditi da una pistola, quella che i carabinieri di Castello di Cisterna avevano scoperto a casa della vittima e che in una perquisizione precedente non c'era. Ma c'era altro. I sedili anteriori dell'auto in cui venne trovato il cadavere carbonizzato erano entrambi reclinati, ma non c'erano motivi plausibili che avrebbero spinto la vittima ad abbassarli entrambi prima di un ipotetico suicidio.

L’omicidio Vellega: i fatti

Il 3 marzo 2022, i carabinieri intervennero in via Torricelli, ad Acerra, dove una Fiat 600 stava andando a fuoco. All'interno dell'autovettura fu trovato il cadavere carbonizzato della vittima. Grazie alle indagini e agli accertamenti tecnico-scientifici, condotti sotto il costante coordinamento della Procura di Nola, i carabinieri sono stati in grado di escludere l'iniziale ipotesi di un suicidio e quella dell'omicidio legato alla camorra, una tesi che sul principio sembrava avvalorata dai precedenti penali della vittima.

La ricostruzione

L’ex moglie e il nuovo compagno hanno tentato più volte di sviare le indagini. Ma le ricostruzioni degli inquirenti hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti della coppia. Quella sera, i due indagati avrebbero ferito gravemente Domenico Vellega – all'anagrafe Domenicantonio – all'interno della loro abitazione.

Forse un litigio finito male, fatto sta che il 48enne fu prima colpito in casa e poi trascinato  fino alla sua auto. Lo hanno caricato sulla vettura e poi hanno appiccato l’incendio quando la vittima era priva di sensi, ma ancora in fin di vita.

I due indagati saranno trasferiti in carcere: l’ex moglie all'istituto penitenziario femminile di Pozzuoli, il compagno a Poggioreale.

Se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn clicca qui