Materiale sequestrato dalla Procura di Napoli all'associazione neonazista
Materiale sequestrato dalla Procura di Napoli all'associazione neonazista

Napoli, 19 ottobre 2021 - Usavano chat e piattaforme Telegram e WhatsApp, si addestravano in maniera costante e avevano rapporti con organizzazioni nazionaliste ucraine apertamente neonaziste quali il Battaglione Azov. Sono questi alcuni dei risvolti investigativi che hanno portato questa mattina alle perquisizioni nel Napoletano, nella provincia di Caserta e Avellino ma anche a Roma, Siena, Lecce e Ferrara, coordinate dai pm di Napoli che indagano su una organizzazione sovversiva suprematista e neonazista. Setacciati abitazioni e uffici di 26 persone, di cui 15 indagate.

Base operativa in provincia di Napoli

La base operativa dell'associazione neonazista nel mirino dei pm partenopei era in provincia di Napoli. Era lì che capi e adepti si vedevano, gestivano i contenuti da inserire sulle pagine web e soprattutto, come emerge dalle indagini coordinate dai pm Claudio Onorati e Antonello Ardituro, venivano svolte anche attività paramilitari e addestramento all'uso delle armi. Simulazioni di corpo a corpo e assalti avvenivano nei campi del Napoletano e del Casertano con ex militari e combattenti ucraini. 

Arsenale con armi giocattolo soft air modificate
Materiale paramilitare usato nelle esercitazioni

L'arsenale consisteva in armi 'soft air' modificate per sparare proiettili veri. Il gruppo svolgeva lezioni in presenza e via social per estendere la propria rete di proseliti. Un 'insegnamento' dalla forte matrice suprematista e negazionista della shoah con simbologia e riti hitleriani. 
Le perquisizioni sono state effettuate dalla Polizia di Stato di Napoli, su delega del Procuratore della Repubblica del capoluogo campano, per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista nell'ambito di una complessa indagine svolta dalla Digos partenopea e dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Interno. 

L'Ordine di Hagal: "Il vaccino anti Covid è terapia genica che modifica dna"

Al centro delle indagini c'è un gruppo chiamato Ordine di Hagal, presente sul web con un proprio sito internet. 
Sul sito dell'Ordine di Hagal ci sono tesi negazioniste della Shoah ("il numero di 6 milioni (i morti ebrei provocati dai nazisti) è solo un numero della Kabala ebraica e uno straordinario raggiro e alibi per poter dominare senza ostacoli la cultura e l'economia mondiale grazie ad essa") ma anche un post in cui si sostiene che il siero anticovid "non è un vaccino ma una terapia genica sperimentale che modifica il dna in maniera irreversibile e perpetua". 
Immagine tratta dal sito dell'Ordine di Hagal
Gli inquirenti non escludono che le tesi "no vax" esposte nel sito, dove, ovunque, viene proposto il simbolo dell'Ordine di Hagal (definito "il simbolo della rinascita") siano funzionali alle attività di proselitismo finalizzato a indottrinare, in soggetti permeabili, l'estremismo neonazista che, comunque, è preponderante nei testi esposti nella struttura informativa del sito web. Nella home page, in una apposita sezione, ai lettori viene spiegata nel dettaglio la genesi dell'Ordine di Hagal: "...associazione Religiosa/Social-Spirituale" costituita "per volontà di un gruppo di persone Umane, Risvegliate dal sonno ipnotico materialista del presente", un'associazione capace di "...riconosce altresì i peggiori nemici culturali e spirituali/materiali da cui i nostri fratelli devono imparare a difendersi, affinché questa rinascita possa avere luogo...".