Lunedì 20 Maggio 2024

La camorra negli appalti Pnrr: sequestrata azienda romana in mano ai Casalesi che si era aggiudicata 5 lavori a Napoli e Caserta

La Dia ha scoperto una società-clone attiva nell’edilizia pubblica creata per aggirare le normative antimafia ma in mano alla fazione camorrista Zagaria

La Dia ha eseguito un sequestro preventivo d'urgenza verso un'azienda nel settore dell'edilizia pubblica (foto d'archivio)

La Dia ha eseguito un sequestro preventivo d'urgenza verso un'azienda nel settore dell'edilizia pubblica (foto d'archivio)

Napoli, 22 aprile 2024 – Il clan dei Casalesi infiltrato negli appalti del Pnrr con una società di Roma impegnata nelle gare pubbliche e risultata poi fittizia. Un’azienda-clone per aggirare le norme antimafia per cui è scattato un sequestro preventivo d'urgenza per fermarne tutti gli affari, tra cui 5 appalti già aggiudicati tra Napoli e Caserta. Un provvedimento eseguito dalla Dia di Napoli, Direzione investigativa antimafia, su mandato della Dda, Direzione distrettuale antimafia, che è stato adottato nell'ambito di un'indagine recentemente avviata nei confronti di imprenditori della provincia di Caserta accusati di aver fittiziamente intestato le quote e la rappresentanza della società, impegnata nel settore dell'edilizia pubblica, al fine di preservare interessi economici di soggetti attualmente imputati poiché ritenuti contigui al clan dei Casalesi, fazione Zagaria.

La società-clone

In particolare, gli accertamenti delegati alla Dia dalla Procura di Napoli hanno consentito di acquisire gravi indizi sull'ipotesi che un’azienda di Roma, che si è aggiudicata nuovi appalti pubblici, era in linea di assoluta continuità e proseguiva le attività di un'altra precedente società indagata e già sottoposta a sequestro. In pratica, una società-clone di una precedente società ritenuta dagli inquirenti in mano al clan dei Casalesi della fazione Zagaria. Secondo gli investigatori, la nuova azienda avrebbe adottato una diversa veste solo formale, con nuovi soci e nuovi amministratori, adottando diversi artifici, al fine di aggirare la normativa antimafia e sottrarsi a possibili misure di prevenzione, quali la fissazione di una sede legale a Roma risultata solo fittizia. La stessa società, peraltro, è risultata aggiudicataria di 5 appalti pubblici, 3 dei quali finanziati con fondi Pnrr, in diverse aree delle province di Napoli e di Caserta.

Indagato l’amministratore dell’azienda

L'azienda colpita dal provvedimento di sequestro eseguito dalla Dia era attiva nella provincia di Caserta ed era già sottoposta a sequestro. Secondo quanto si apprende, ora il suo amministratore giudiziario è indagato per non aver adottato gli strumenti di controllo per la gestione dei mezzi e delle attività che erano stati affidati alla sua custodia e vigilanza, anche per consentire la corretta esecuzione di un appalto che era già in carico a quell'impresa, consistente nella ristrutturazione per il riutilizzo ai fini sociali di un bene confiscato alla camorra. Il procedimento penale nell'ambito del quale la Procura di Napoli ha disposto il sequestro trae origine da elementi raccolti a seguito dei controlli effettuati nel corso di accessi disposti dal Prefetto di Napoli presso i cantieri di appalti pubblici nell'area metropolitana napoletana. Il sequestro di oggi si inserisce in un quadro di coordinamento tra attività preventiva di controllo del Prefetto Michele di Bari ed attività giudiziaria diretta dal Procuratore Nicola Gratteri.

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