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11 lug 2021
11 lug 2021

Napoli, il magistrato Nicola Russo a capo del Dipartimento della giustizia

Dalla Corte di Appello di Napoli al Ministero della giustizia: la guardasigilli Marta Cartabia ha fiirmato la richiesta al Csm per il fuori ruolo di Russo

11 lug 2021
Marta Cartabia Ministro della Giustizia, durante il convegno dal titolo �?�?Contrasto alla mafia e patrimoni illeciti. Luci e ombre del Codice antimafia a dieci anni dalla sua introduzione�?�?, università LUISS, Roma, 01 luglio 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI
La guardasigilli Marta Cartabia
Marta Cartabia Ministro della Giustizia, durante il convegno dal titolo �?�?Contrasto alla mafia e patrimoni illeciti. Luci e ombre del Codice antimafia a dieci anni dalla sua introduzione�?�?, università LUISS, Roma, 01 luglio 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI
La guardasigilli Marta Cartabia

Napoli, 11 luglio 2021 – È un magistrato della Corte d'Appello di Napoli il nuovo capo Dipartimento Affari di Giustizia , la guardasigilli Marta Cartabia ha nominato Nicola Russo in uno dei ruoli chiave del Ministero. Oggi è stata firmata la richiesta al Csm per il fuori ruolo di Russo, un passaggio formale che darà presto il via libera al nuovo incarico.

Russo è stato, tra l'altro, componente del comitato scientifico del Csm, del direttivo della Scuola superiore di magistratura , con compiti di coordinamento della formazione e dell'innovazione tecnologica. È stato docente della scuola internazionale di alta formazione per la prevenzione e il contrasto al crimine organizzato , esperienze che lo rendono la persona più qaulificata oer dirigere il dipartimento più strategico per la giustizia italiana.

Un referendum per riformare la giustizia

Intanto prosegue la campagna per il referendum sulla giustizia, oggi sono state superate le 200mila firme . Promotori dell'iniziativa sono Lega e Partito radicale, un bilancio più che positivo per il secondo weekend di gazebo organizzati dal partito di Matteo Salvin i, che da venerdì a oggi ha messo in campo più di 1.500 punti di raccolta replicando la mobilitazione già vista la scorsa settimana.

Per ognuno dei sei quesiti servono almeno 500mila firme : significa che, come minimo, dovranno essere passate al setaccio 3 milioni di sottoscrizioni . "Se tutto andrà come auspicato da Lega e Partito radicale, si potrà votare per i referendum nella primavera 2022 . Un aiuto, democratico, concreto e popolare, alla campagna di riforme intrapresa dal governo Draghi e sostenuta dalla Lega", conclude il partito di Salvini.

 

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