Corruzione a Palma Campania, il sindaco e l’imprenditore intercettati: “Arrivano 20 milioni di finanziamento, li gestiamo io e te?”

Per gli inquirenti la conversazione conferma l’intenzione di voler gestire in modo illecito i fondi pubblici diretti al Comune

Palma Campania (Napoli), 9 gennaio 2024 – “Da qua ai prossimi 6 o 7 mesi... arrivano 20 milioni di finanziamento, ma chi li gestiamo, io e te?”. È ritenuta dagli inquirenti una intercettazione importante quella della conversazione intercorsa tra il sindaco di Palma Campania Nello Donnarumma e l'imprenditore Antonio Nunziata, inserita negli atti dell'inchiesta dei carabinieri di Castello di Cisterna e della procura di Nola che oggi ha portato il primo cittadino ai domiciliari e Nunziata a una misura interdittiva.

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Il sindaco di Palma Campania Nello Donnarumma
Il sindaco di Palma Campania Nello Donnarumma

L’intercettazione

La conversazione, risalente al 20 dicembre 2021, viene interpretata dagli inquirenti come emblematica della volontà dei due interlocutori di voler continuare a gestire in maniera illecita i fondi pubblici anche se, viene specificato, viene ritenuta fondamentale la collaborazione spontanea o meno dei dirigenti comunali. I due si trovano in auto e proprio un intoppo generato da alcuni funzionari in relazione a una gara per la gestione dei rifiuti fa infuriare l'imprenditore che si sfoga con il primo cittadino. I due, alla fine, concordano sulla necessità di “ampliare la piattaforma operativa” interpretata come l'esigenza di influenzare le funzioni dei dipendenti comunali.

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“Gestione del Comune come fosse la propria azienda”

Alcuni dipendenti comunali hanno confermato agli inquirenti le ingerenze “spesso insostenibili” del primo cittadino che, viene sottolineato, “concepisce l'ente comunale come un'azienda”. Per il giudice per le indagini preliminari di Nola il materiale acquisito durante le indagini “documenta di come il Donnarumma abbia assunto una gestione fortemente personalistica della cosa pubblica, orientando le decisioni ... dei propri dirigenti, non sempre nell'interesse della collettività ma piuttosto nell'interesse dei privati”.

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