Lunedì 20 Maggio 2024

Carcere Poggioreale, droga nel deodorante e nella colomba pasquale: ecco come entrava in cella

Uspp: “Quotidianamente si combatte una guerra contro stupefacenti e cellulari”. A trovare le sostanze a Napoli, il fiuto infallibile dei cani poliziotto Spike e A-Iron: a nulla è servito il trucco della polvere di caffè usato dai detenuti

L'ingresso del carcere di Poggioreale a Napoli

L'ingresso del carcere di Poggioreale a Napoli

Napoli, 17 aprile 2024 – Droga nascosta nello stick di deodorante, nei prodotti per l’igiene intima e perfino nella colomba pasquale. Entrava così nel carcere napoletano di Poggioreale lo stupefacente scoperto nelle celle da Spike e A-Iron, i due cani antidroga della polizia di Avellino.

A nulla è servito il trucco della polvere di caffè usato dai detenuti per ingannare il naso dei cani, il loro fiuto infallibile ha portato alla scoperta di 130 grammi di droga nascosta in una cella e dell’hashish nella sala colloqui. “La sostanza, oltre ad essere ben avvolta nel cellophane e immersa nei deodoranti, era stata ricoperta da caffè in polvere per camuffarne l'odore. Ormai i due cani Spike ed A-Iron sono diventati un incubo per gli spacciatori”, raccontano i sindacalisti dell’Uspp, Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio.

La scoperta dei cani

“Nella casa Circondariale di Napoli Poggioreale, durante una perquisizione in uno dei padiglioni del carcere – spiegano i sindacalisti – in una stanza detentiva dove vi erano ubicati sei reclusi, il cane Spike del Distaccamento antidroga di Avellino, fiuta della sostanza stupefacente di circa 130 grammi occultata accuratamente in tre punti diversi, una in un deodorante, un'altra in uno stick per igiene intima e infine in una colomba pasquale”.

“I controlli – proseguono – sono continuati al reparto colloqui, dove è stata rinvenuto un pezzo di sostanza, hashish, lasciata probabilmente dai familiari alla vista del cane antidroga A-Iron”. 

“Si combatte una guerra contro la droga”

“Quotidianamente si combatte una guerra – dicono i due sindacalisti – per sventare i continui tentativi di introduzione di droga e cellulari nelle carceri. Grazie agli sforzi profusi dal personale di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, nonostante il sovraffollamento e la cronica carenza d'organico, si riesce comunque a mantenere l'ordine e la sicurezza interna”, concludono Moretti e Auricchio.