Lunedì 24 Giugno 2024
EVA DESIDERIO
Moda

Addio a Vivienne Westwood, la stilista regina del punk

Si è spenta all'età di 81 anni "serenamente e circondata dalla sua famiglia, a Clapham, nel sud di Londra". I parenti sottolineano come sia sempre rimasta fedele al suo stile ribelle e al suo impegno sociale

Vivienne Westewood, la foto scelta dal compagno Andreas Kronthaler

Vivienne Westewood, la foto scelta dal compagno Andreas Kronthaler

Londra, 29 dicembre 2022 - “Vivienne ti amo”, scrive Andreas Kronthaler alla fine della lettera d’amore inviata a Vivienne Westwood a pochi attimi dalla morte della grande stilista, regina della moda punk e dell’impegno assoluto contro le guerre, le insidie del cambiamento climatico, gli abusi del capitalismo. Si è spenta una stella magnifica della moda internazionale, inventrice di tutte le mode degli ultimi sessant’anni e Andreas nel messaggio d’addio ricorda il suo impegno, la sua passione per il lavoro e la bellezza, l’essere stata una donna combattiva in anni di sola vanità e tripudio di lusso sfacciato. Andreas ha sposato la sua maestra di stile pochi anni dopo che si erano conosciuti a Vienna, nel 1992, lui giovane (aveva 25 anni meno di lei) studente di fashion e lei già nell’olimpo dei creativi internazionali, simbolo di libertà e di un femminismo impegnato, resistente e resiliente. Oggi la Westwood è morta a 81 anni nel Sud di Londra, “in pace e circondata dalla sua famiglia” come racconta Kronthaler, dopo una malattia lunga e inesorabile che l’ha costretta spesso in ospedale, sempre indomita però e armata di disegni e taccuini per annotare vestiti e pensieri.

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“Vivienne fino alla fine ha continuato a fare quello che amava - racconta il marito, dal 2016 da lei stessa nominato direttore creativo del brand Vivienne Westwood che sfila a Londra e a Parigi - lei ha avuto una vita magnifica. Ora io continuerò con Vivienne nel mio cuore, mi hai lasciato pieno di cose da portare con me. Grazie tesoro, il mondo ha bisogno di persone come te con cambiare in meglio”.

Nata l’8 aprile del 1941 la stilista è arrivata a 17 anni da Tintwistle a Londra. Qui a 21 si sposa con Derek Westwood, dal quale avrà il figlio amatissimo Benjamin, ed entra nel mood dei giovani contestatori, dei ribelli del punk tutti spille in bocca e look fetish quando si innamora di Malcom McLaren dei Sex Pistols. Con lui apre la boutique del mito, il tempio punk per un’intera generazione, Let it Rock al 430 di King Road. Diventa solo Vivienne per tutti fino alla scomparsa di oggi, anzi Dame Vivienne Westwood perché la Regina Elisabetta II la riceve a corte e l’onora di questa onorificenza nonostante la stilista trasgressiva nel passato, specie agli inizi, l’abbia presa di mira con ironia e a volta sarcasmo. La sua moda, altissima e irriverente, ha fatto magnifiche le donne rispolverando e rendendo modernissimi gli abiti che ricordano le corti settecentesche, specie i magnifici corsetti con gli angeli in volo che Westwood faceva e fa ancora produrre a Prato dallo Studio Cataldi fondato da Rosita Cataldi e Paola Iacopucci (che non c’è più), sue amiche sincere per oltre trent’anni. Collaboratrici di Dame Westwood e anche di Andreas Kronthaler, per il quale hanno realizzato l’ultima meravigliosa sfilata con tanta maglieria che si è scolta ai primi di ottobre a Parigi.

Una devozione quasi, quella dei fans e dei clienti Westwood, che trovano nei suoi vestiti dei messaggeri di libertà. Abiti molto sexy sempre, ma mai sfacciati, perché Vivienne la rossa non conosce volgarità e questa la rende grandissima e maestra indiscussa di generazioni di stilisti famosi, primo fra tutti Alexander McQueen e con lui tanti altri. “Ora appartieni al cosmo - continua nella sua lettera il marito - il taoismo ti ha dettato la strada della verità. Hai sempre vissuto e lottato per la verità, la giustizia. Senza paura”. L’ultima denuncia contro il governo inglese per "Julian Assange, un eroe che è stato trattato in modo atroce”. Mille e mille le battaglie per i disastri del cambiamento climatico, per le tragedie delle guerre, per l’arroganza del capitalismo, per la protezione della natura, sempre impegnata contro la corruzione e le denuncie sociali e contro ogni brutalità. Ora figlio e nipote hanno creato una Fondazione Vivienne Westwood per continuare le sue battaglie di civiltà proprio in questi ultimi giorni del 2022, quasi un passaggio di testimone per onorare la sua eredità di designer e attivista.