Prada, ritorno al classico (modernissimo) con la cravatta. E sfila il bisogno di natura

Nello spazio del defilè di oggi s’indaga il contrasto tra natura e ufficio, mondo di dentro e di fuori, desideri ed emozioni

Prada

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Milano, 14 gennaio 2024 – Già dall’invito di Prada, una scatola grande e piatta con dentro una cravatta, si era capito che c’era nell’aria un ritorno al classico, sebbene modernissimo. Poi aprendo la scatola bianca e quasi asettica dentro si svelava il mondo verde del sottobosco, tra muschi e felci incantate.

Ed ecco nello spazio del defilè di oggi lo stesso contrasto tra natura e ufficio, mondo di dentro e di fuori, desideri ed emozioni, sensazioni ed ambizioni. Ed eccoci immersi in una moda che profuma di tradizione ma cerca il futuro nelle forme anche un po’ esasperate ma elegantissime delle giacche con le spalle forti e le linee a scatola, nella cravatta che fa capolino dal doppiopetto, nei bottoni dorati del cappottone blu d’ordinanza, nelle camicie bianche che accompagnano la vita del lavoro.

Poi il marsupio di nylon messo intorno alla vita per le passeggiate nel bosco come per la corsa in scooter in città, il giaccone maschio di tweed d’antan, i pullover coccolosi, i piccoli cardigan coloratissimi e i cappellini di lana lavorati a mano, caldi come cuffiette d’altri tempi. Ai piedi non più i carrarmati, le suole spesse, ma stringate nere rasoterra quando non pantofole da camera, in un contrasto che ti sorprende e che conquisterà le giovani generazioni che magari non sono mai ancora uscite da jeans e felpa.

Ora no per Prada c’è un altro mondo da esplorare, sempre un po’ intelligentemente stupefacente secondo lo stile di Miuccia Prada e di Raf Simons che firmano a 4 mani la collezione Prada per l’inverno 2024-2025.

Come sempre fuori dal set un pubblico di ragazzine e ragazzini urlanti a caccia dell’ultima star giapponese, cinese o coreana, con palloncini, lacrime, impazzimenti e striscioni da superfans. In sala invece e in prima fila ecco Brooklyn Beckham che si fa definire socialite ma che soprattutto fa il modello e il testimonial, Cristopher Briney, Paapa Essiedu, Luca Guadagnino, Karina, Mahmood, Louis Partridge, Riccardo Scamarcio, John David Washington e Li Xian.