Milano Fashion Week, occhio all’eleganza: è il trionfo di Giorgio Armani

Lo stile unico abbraccia proporzioni più generose, in una collezione per lui creata nel segno della bellezza e della bravura senza tempo

A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani

A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani

Milano, 15 gennaio 2024 – “Il mio occhio sulla passerella? E ci mancherebbe che non ci fosse!" scherza Giorgio Armani al termine della sfilata uomo dell’inverno 2024-2025 che come sempre ha avuto un netto successo introducendo tanta innovazione. Un prodigio che si ripete ogni volta e anche ieri sulla passerella milanese del mitico teatrino di Via Borgonuovo dominata proprio dall’occhio azzurrissimo del grande stilista che guarda, scruta, indaga, giudica e sentenzia che il sole sul suo stile non tramonta mai. "Cerco di non farmi sfuggire niente nel lavoro – continua Armani – e rifuggo dal gioco al massacro del ridicolo nella moda maschile. Perché l’uomo deve preservare un’immagine accettabile e questo vale anche per la donna. Come per esempio la cravatta che io ho messa color rosso amaranto sotto un completo di velluto marrone: l’ho messa addosso al modello per ricordare che la cravatta deve esserci sempre nel guardaroba di lui, per una riunione imp ortante".

A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani
A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani

Nella Giorgio Armani ci sono capi "che posso mettere anch’io", dice Giorgio che alla sua bellissima età si può ancora permettere di salutare a fine defilè in t-shirt blu notte, e quello che cambia per il prossimo inverno sono le proporzioni che si fanno più grandi e generose, "per avere più scioltezza con giacche che si avvolgono, volumi che si muovono con l’andatura della persona. I ragazzi oggi si vestono in maniera meno costrittiva e dobbiamo guardarli", e poi "la moda maschile deve essere fatta di bei tessuti, bei colori, begli abbinamenti sennò rischiamo di fare del carnevale". No, qui nella Giorgio Armani si ritrova la linfa vitale di uno stile unico e inconfondibile e questo sì che è un miracolo. "Non si stravolge la realtà", sentenzia e dice "Bravo Leo" a Pantaleo Dell’Orco che sovrintende a questa linea maschile da sempre e con la stessa bravura nell’interpretare una filosofia stilistica atemporale.

A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani
A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani

Ma cosa vede l’occhio di Armani? Vede cappotti forti a spina di pesce, doppi petti di leggera grisaglia staccati dal corpo, pantaloni che fluttuano, giacche comode come camicie, completi di velluto carezzevoli, bagliori di rosa e di celeste nei gilet che rompono il grigio neo-formale, stivali come doposci sotto pantaloni come da snowboard imbottiti di piumino, giacconi di orsetto, revers e coreane, maglieria ultrasoft. Coi look sportivi che ormai dominano la vita di tutti i giorni, dall’ufficio allo svago.

A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani
A Milano sfila la collezione di Giorgio Armani

Regala poi una forte emozione la montagna di fiocchi di cashmere color foliage che cadono come la neve mentre sfila Zegna nell’ultimo giorno di Milano Fashion Week. In uno spazio puro e nero Alessandro Sartori, direttore artistico sempre più bravo e deciso, rimodella la materia nell’Oasi del Cashmere Zegna tra le vette delle Alpi, rimaterializza le forme in questo laboratorio a tutta natura che racchiude il Dna del brand, per un abbigliamento maschile adatto al presente. Un tempo di bellezza e di eccellenza, per uno styling personale che ognuno può costruirsi con accorte stratificazioni. E per questo dedicato a un uomo libero. Capi in continua trasformazione e da polifunzione come esige la vita di oggi. "Anche nel monocolore ci sono cinque materiali diversi, e questa è la nostra ricchezza, come il team stilistico di 50 persone quasi tutte donne", racconta Sartori.

In sfilata ci sono silhouette ampie, morbide, le mani in tasca sono una bella attitudine. La giacca è lunga 80 cm ed è a un petto e mezzo, con o senza revers, che si mette e si toglie, in tessuto o in pelle, tasche basse, e la giacca del Conte che spicca su tutto e arriva dagli archivi di Zegna. Il nuovo loden è imbottito di piuma, il blu risplende di tocchi di viola, l’harris tweed inglese dà carattere alla giacca da giardinaggio. "Da quest’anno chi viene in un nostro store troverà il modello dell’ hospitality retail, perché il cliente è importantissimo come i servizi che gli offriamo – racconta Gildo Zegna, presidente e Ceo del brand – possiamo farlo perché controlliamo tutta la filiera dalla pecora alla sartorialità".