Helmut Newton: Legacy

A poco più di cento anni dalla sua nascita, il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita la retrospettiva ideata per celebrare il fotografo (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004)

La locandina della mostra Helmut Newton - Legacy, photo courtesy Museo dell'Ara Pacis

La locandina della mostra Helmut Newton - Legacy, photo courtesy Museo dell'Ara Pacis

Fino al 10 marzo 2024, il Museo dell'Ara Pacis, a Roma, ospita un'ampia retrospettiva che celebra il fotografo tedesco naturalizzato australiano, famoso in particolare per i suoi studi sul nudo femminile. Newton è sempre stato un fotografo difficile da inquadrare, che sfugge a definizioni riduttive. Del resto, si trattava di una personalità irrequieta e creativa, che ha saputo spingersi oltre i limiti del consueto, quando lavorava all’interno delle regole consolidate definite dai servizi commissionatogli dalle riviste. Le tre principali tipologie del suo lavoro sono state la moda, i nudi e i ritratti, a volte tutti presenti in un unico scatto e tutti i suoi lavori si caratterizzano per una visione dinamica. L'esposizione romana propone un viaggio nella sua vita avventurosa con oltre 200 scatti, alcuni dei quali inediti, riviste e documenti, per provare a raccontare con un nuovo sguardo l’unicità e lo stile di un protagonista del Novecento che si descriveva con queste parole: «Il mio lavoro come fotografo ritrattista è quello di sedurre, divertire e intrattenere».

La storia di Newton

Il fotografo, all’anagrafe Helmut Neustädter, cognome anglicizzato poi in Newton, nasce a Berlino nel 1920 da una benestante famiglia ebrea e già a 12 anni rivela una certa familiarità con la macchina fotografica tanto che a 16 lavora già come apprendista dalla famosa fotografa di moda Yva, sperimentando con una certa sicurezza i suoi primi autoritratti. Nel 1938 è costretto a lasciare la Germania a causa delle persecuzioni antisemite e, dopo un passaggio a Trieste, s’imbarca verso l’Australia dove apre un piccolo studio di fotografia destinato a segnare l’inizio della sua carriera. Il suo lavoro si profila da subito unico, il suo sguardo destinato a rivoluzionare la fotografia di moda, come dimostrano gli scatti dedicati alle creazioni dello stilista André Courrèges, realizzati per la rivista britannica Queen nel 1964, e le collaborazioni con personalità del calibro di Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Thierry Mugler, Chanel. Il suo nome entra presto nel gotha dei fotografi quando, nel 1961, su invito di Vogue Paris, si trasferisce con la moglie June nella capitale francese. Proprio a Parigi perfeziona il suo stile. L'esposizione romana dedica un focus specifico ai servizi di moda considerati all’epoca all’avanguardia, come quelli ispirati ai film di Alfred Hitchcock, François Truffaut e Federico Fellini: non solo scatti, ma vere e proprie storie che contengono dettagli intriganti. Tra una sezione e l’altra della mostra sarà possibile scorgere l’intensa attività ritrattistica di Newton che ha immortalato volti celebri come Gianni Versace, Andy Warhol, Charlotte Rampling, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Mick Jagger, Nastassja Kinski, David Bowie, Elizabeth Taylor, Arthur Miller, solo per citarne alcuni.

Sei capitoli cronologici e 80 scatti inediti

La mostra, visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, il 24 e il 31 dicembre dalle 9.30 alle 14.00 (con l'ultimo ingresso un'ora prima della chiusura) e chiusa il 25 dicembre, ripercorre la vita, umana e professionale di una personalità che ha lasciato una traccia indelebile nella storia della fotografia. I suoi scatti sono apparsi nelle più importanti copertine di fashion magazine e vengono esposti, in questa occasione, insieme a un corpus di inediti che svela gli aspetti meno noti della sua opera. Sono circa 80, infatti, le fotografie esposte per la prima volta in questa rassegna. A completare l’esposizione, le testimonianze prodotte dai materiali d’archivio come le stampe a contatto o le pubblicazioni speciali. Con sei capitoli cronologici la mostra narra l’evoluzione fotografica di Newton: dagli esordi degli anni Quaranta e Cinquanta in Australia fino agli ultimi anni di produzione, passando per gli anni Sessanta in Francia, gli anni Settanta negli Stati Uniti, gli Ottanta tra Monte Carlo e Los Angeles e i numerosi servizi in giro per il mondo degli anni Novanta. Il visitatore ha la possibilità di entrare nel cuore del processo creativo per scoprire i segreti di immagini divenute parte della nostra memoria visiva e collettiva, come la serie Big Nudes destinata a diventare il suo libro di maggior successo. La mostra, inoltre, dedica ampio spazio alle esperienze professionali del fotografo nel nostro Paese e al suo proficuo rapporto con l’editoria italiana. Una collaborazione importante che gli ha consentito di catturare le affascinanti atmosfere di località come Montecatini, Firenze, Milano, Capri, Venezia e, naturalmente, Roma. Newton era di casa a Roma, come raccontano otto scatti ambientati nella capitale, in prevalenza tratti dalla serie nota come Paparazzi. Questa sequenza fotografica, unita ad altre due immagini di moda, dimostra ancora una volta la sua capacità di creare atmosfere effimere e intense trasformando una foto in una visione.