Parigi, 6 giugno 2020 - La moda è sogno, l'alta moda di più. E' un racconto infinito di bellezza e creatività, di sfide continue con l'ago, il filo, l'ingegno e la fantasia. Per questo Maria Grazia Chiuri, direttore creativo di Dior, per presentare oggi l'haute couture del prossimo inverno oltre alla formula digitale e democratica (perchè la diretta in rete è visibili a tutti e in tutto il mondo), con l'aiuto di manichini in scala 40 che ricordano le poupèe del Settecento che raggiungeranno con i vestiti in miniatura le clienti nel mondo dentro sontuosi bauli, ha chiamato un regista di fama come Matteo Garrone per raccontare le emozioni e i segreti di questa collezione. "Qui non ci sono bambole che non mi appartengono - spiega la Chiuri - ho preferito i manichini e la loro forma architettonica".

Ed ecco “Le Mythe Dior”, il racconto dei racconti che Matteo Garrone dedica all'alta moda, materia che ha molti contatti col cinema primo fra tutti la manualità e l'artigianalità. “Lavorare con Matteo è stato bellissimo e facilissimo - racconta Maria Grazia Chiuri al termine della presentazione mondiale on line dei miti della couture secondo Garrone - Ci siamo capiti subito anche se non avevamo mai lavorato insieme prima d'ora. E' stato tutto molto naturale e piacevole, anche per le musiche di Paolo Buonvino, tutto senza sovrastrutture”. 

Il racconto del processo creativo dell'alta moda cominicia nel film dalle scene nell'atelier Dior a Parigi con le premiére indaffarate intorno agli abiti delle clienti. Dieci intensi minuti di corto, girato a Roma in un bosco lacustre, istanti di pura immaginazione e poesia. Garrone si è messo in gioco senza pregiudizi, memore dei suoi inizi da pittore e dunque molto vicino al corpo e ai suoi desideri. "Sono affascinato dalla moda e il legame col cinema è forte" dice il famoso regista. Ed ecco i manichini mignon di Chiuri che entrano nel baule delle magie che ha la forma della storica maison di Avenue Montaigne. Così due gemelli in livrea da portieri portano il mitico baule in un bosco incantato, in cerca delle creature che poi indosseranno i vestiti. E pare di essere nel mondo delle “Metamorfosi” di Ovidio tra ninfe, fauni, una sirena, una gigantesca e inquietante donna che esce da un guscio di immensa lumaca,  Narciso e una statua che poi si animerà. Non manca un satiro che narra e aiuta a svelare i miti di questo film dell'alta moda. Ninfe e sirena scelgono l'abito, si sottopongono al rito delle misure, infine il ritorno all'atelier con il taglio dei tessuti preziosi e il cucito in rapidità. La favola di Garrone-Chiuri in fondo spiega quando un abito perfetto possa trasformare una vita.

Nuova collezione di Dior

Ed eccola Maria Grazia Chiuri che mostra i mini-manichini che sostituiscono stavolta le supertop, emblemi di un tempo sospeso come questo del Covid 19 che ha influenzato la stilista costringendola a lavorare a distanza con le case di tutti i personaggi dell'atelier e facendole venire in mente l'idea di questa sfilata in scala. “Per me il digitale può sicuramente sostenere la moda - dice Maria Grazia Chiuri che il 22 luglio sfilerà con modelle ma senza pubblico a Lecce la Cruise Dior - ma allo stesso tempo credo che abbia dei limiti e in particolae per l'Haute Couture o quantomeno per me che ho una visione classica per questa importante tradizione. L'Haute Couture rappresenta il sogno ma allo stesso tempo deve offrire un servizio personalizzato alla cliente e credo che questo nostro progetto possa aiutare a far conoscere alla nostra audience il sogno attraverso il film ma allo stesso tempo creare con l'aiuto del baule a casa e il servizio delle tele da provare l'esperienza intima e personale necessaria per comprendere il valore di una collezione d'alta moda”.

Con questi abiti per il prossimo inverno, preziosi ed esclusivi, la Chiuri torna a guardare ancora al Surrealismo e alle sue icone, a quelle artiste protagoniste del cambiamento nell'arte e nella società, guardando al lavoro di Lee Miller; Leonora Carrington, Dora Maar, Jacqueline Lamba, Dorotea Tanning. Non solo muse per la loro bellezza ma interpreti di una femminilità altra, di grande attualità contemporanea. Molti echi dalla Natura come certi rossi che ricordano le barriere coralline, i bagliori opachi e increspati delle onde del mare, colori pieni e lucenti. Manichini in scala per mostrare ed esaltare le creazioni che sono un inno alla poesia dell'alta moda, tra reminiscenze delle poupèe che dalla corte parigina di Maria Antonietta viaggiavano fino a Vienna alla corta si sua madre Maria Teresa d'Austria per portare là le mode parigine e ricordi di quel Theatre de la Mode anni Quaranta che i sarti francesi crearono per fare ponte alla loro creazioni da Parigi all'Europa e all'America.