Giovedì 30 Maggio 2024
LUCA SCARLINI
Magazine

Un’esplosione di colori: De Kooning in Italia

A Venezia le opere nate dall’amore dell’artista per il nostro Paese. Dai drammatici “Black and White in Rome“ alle luci mediterranee

Un’esplosione di colori: De Kooning in Italia

Un’esplosione di colori: De Kooning in Italia

Nella pletora di mostre che esplodono a Venezia intorno alla Biennale, si ritaglia una fisionomia precisa e importante quella dedicata a Willem de Kooning e l’Italia alle Gallerie dell’Accademia, a cura di Gary Garrels e Mario Codognato, catalogo a cura degli stessi, edizioni Marsilio. L’esposizione, che termina il 15 settembre, la prima dedicata all’artista da un settantennio in Italia, si concentra sulle presenze nel Belpaese del grande artista olandese, naturalizzato americano, ricostruendo i suoi viaggi nel 1959 (prima un soggiorno breve a Venezia e Roma, poi uno più lungo, quasi di un anno) e poi nel 1969, quando venne invitato al Festival di Spoleto, che gli dedicò una mostra dei disegni, offrendogli l’occasione di vedere una stagione di spettacoli memorabile, incluso il celebre Orlando furioso messo in scena da Luca Ronconi.

Il Rinascimento era d’altra parte una passione di lunga data del pittore, che spesso proponeva in pubblico le sue riflessioni teoriche, in quell’epoca in cui la maggior parte dei creatori ostentava disprezzo nei confronti delle tradizioni. Nel 1948, come ripercorre la pubblicazione, tenne una conferenza su Cezanne e Veronese al Black Mountain College, spazio fondamentale dell’avanguardia a stelle e strisce. Nel 1950 tenne anche una conferenza per i suoi colleghi a New York dal titolo Renaissance and Order. Ribadiva, De Kooning, nelle ripetute visite ai musei e nelle discussioni con l’amico di sempre Arshile Gorky, la sua relazione con "i veneziani e le loro pennellate, quelle pennellate, che nessuno poteva farne di migliori", come ricostruisce nella pubblicazione il saggio di Anna Coliva. Perciò il viaggio in Italia oltre che un sogno, aveva anche il valore di una verifica di stili e rappresentazioni.

A Roma, che l’artista sentiva come molto "più grande di New York", i legami passavano da figure del mondo estetico di quell’epoca: Marca-Relli, Toti Scialoja e Gabriella Drudi e Afro che gli presta lo studio. A Roma era anche Ruth Kligman, già compagna di Jackson Pollock, con cui ebbe un lungo legame tormentato.

La selezione delle opere in mostra a Venezia dedica una parte importante alla scultura, a cui De Kooning si avvicina proprio durante il secondo soggiorno romano, nel 1969, dopo avere incontrato Herzl Emanuel, vecchio amico, che aveva un laboratorio di fusione a via dei Rari a Trastevere. Dall’esperimento con l’argilla, nasce la trasformazione in metallo, che molti anni più tardi è all’origine di monumenti di grandi dimensioni.

Le opere create in Italia a partire dalla serie del 1959 Black and White in Rome sono sequenze di segni drammatici, a cui in breve si aggiunge l’esplosione del colore mediterraneo. Memorabile il salto di forme che propone Villa Borghese o A Tree in Naples, entrambe del 1960, passando poi a una serie di figure femminili in rosso e rosa, dalla forte tensione erotica. Negli spazi dell’Accademia compare anche una selezione intitolata Affinità elettive, fino al 23 giugno, con opere di Picasso, Matisse, Klee e Giacometti, poste a confronto con i capolavori della collezione.