Carnevale tra riti pagani, maschere e rivoluzioni: origini, significato e date

Quest’anno i festeggiamenti si tengono dal 28 gennaio al 13 febbraio (ma finiscono il 17 febbraio per il Calendario Ambrosiano)

Carnevale 2024

Carnevale 2024

Carnevale è sinonimo di coriandoli, feste in maschera, dolcetti fritti e zuccherati che, con nomi diversi, si mangiano da Nord a Sud della Penisola (ovunque ugualmente golosi). Quest’anno i festeggiamenti cadono dal 28 gennaio al 13 febbraio 2024. Il 14 febbraio sarà Mercoledì delle Ceneri, con cui inizierà la Quaresima. Il 17 febbraio, invece, si concluderà il Carnevale Ambrosiano (rispetto a questo rito e a questo calendario, invece, la Quaresima inizierà la prima domenica successiva al Martedì Grasso).  

Le origini

Le radici storiche, sociali e culturali del Carnevale sono piuttosto dibattute. Tendenzialmente potrebbero essere fatte risalire alle celebrazioni arcaiche che si tenevano all’inizio dell’inverno, con riti pagani, spesso all’insegna della trasgressione e della sregolatezza. Tra le usanze, c’era anche quella di mascherarsi con materiali poveri come paglia e residui di pellame da animali o da altre figure fantasiose e a tratti mostruose. Anche per questo, successivamente all’avvento del Cristianesimo, queste feste sono state condannate dalla Chiesa, in quanto quelle maschere cambiavano le sembianze delle creature umane, fatte a immagine e a somiglianza di Dio,l secondo le sacre scritture, spesso snaturandole e caratterizzandole con tratti demoniaci.

Gli sviluppi

Nonostante le opposizioni ecclesiastiche, i festeggiamenti del Carnevale continuarono anche nel Medioevo, sempre con un forte richiamo alle tradizioni pagane. È stato anche per quello che la Chiesa è intervenuta ponendo comunque dei confini, come la Quaresima, in modo tale da circoscrivere e limitare il tempo delle abbuffate e di qualche concessione licenziosa e farlo seguire a un altro tempo, dedicato al digiuno e alla purificazione, in preparazione alla Pasqua.

L’etimologia

Il termine Carnevale deriverebbe dal latino e significherebbe levare, togliere la carne. Potrebbe però essere legato anche a carro navale, in riferimento, in effetti, ai mezzi di trasporto a forma di grandi imbarcazioni che sfilano nelle strade, basti pensare alla tradizione di Viareggio. Al di là del significato del nome, poi, si tratta di un tempo in cui l’ordine delle cose era sovvertito, a volte non senza eccessi e accese espressioni come la battaglia delle arance di Ivrea o scontri con il coinvolgimento degli animali come le cacce ai tori che si tenevano in molte città.

Le maschere

Uno dei simboli del Carnevale, ancora oggi, sono le maschere, icona di Venezia e delle sue celebrazioni legate a questa festa, ma non solo. Anticamente le maschere erano anche uno strumento di seduzione e di sovvertimento dello status quo sociale, un modo per abbassare i freni inibitori e potersi concedere al piacere dei sensi al di là di chi si celasse dall’altra parte. Oltre a questo aspetto, è rimasto intatto anche l’elemento della burla, della presa in giro più o meno feroce e della satira. Alcune delle maschere più famose, con tanto di travestimenti con i costumi tipici, sono decisamente antiche e sono arrivate fino ai giorni nostri, per esempio la Bauta e la Colombina. Altre, tratte dal teatro, sono oggi associate al rito carnevalesco: è il caso di Arlecchino e Pulcinella.

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