Ci sono i sapori di una terra, la sapienza del saper fare, la tradizione imprenditoriale a il comun denominatore della passione. Ci sono tutti questi elementi insieme nei nettari Siddura, azienda fondata, di proprietà della famiglia Gottesdiener e amministrata da Massimo Ruggero. E sono proprio tutti questi elementi – insieme – a garantire a questa eccellenza della Sardegna consensi, successi e premi. Uno degli ultimi è andato al vermentino di Gallura superiore Docg ’Maìa’ annata 2019 che la guida ’Vini d’Italia 2022’ del Gambero Rosso ha premiato con ’Tre Bicchieri’. L’importante riconoscimento premia, per la terza volta, il fiore all’occhiello della produzione della cantina. "Questo premio – afferma Ruggero – è il sigillo di garanzia che riconosce la qualità del vino, ma anche la sua identità e la filosofia che sta alla base della lavorazione. Non si vince ogni anno, è un traguardo che Siddùra raggiunge con uno dei vini che rappresentano l’autoctono per eccellenza: l’unica Docg tra i vermentini e l’unica Docg sarda".

Dai bicchieri alle... stelle perché è all’Olimpo del gusto che guarda l’azienda di Luogosanto per il futuro. Siddura, intanto, è stata decretata ’Cantina italiana del 2021’ in quanto scelta dal Vinitaly e dalla guida ’5Star Wines - The Book’ per rappresentare l’eccellenza enologica tricolore nel mondo. Il premio attribuito dalla guida Vinitaly è stato assegnato da una giuria internazionale, composta da professionisti qualificati che per tre giorni hanno degustato e recensito i vini provenienti da tutta la nazione. Siddùra ha conquistato i palati: ben cinque vini della cantina gallurese sono stati considerati tra i migliori ottenendo punteggi rilevanti. Al cannonau Riserva Fòla e al passito Nùali sono andati 93 punti, al Cagnulari Bàcco e il Cannonau Doc Érema 92 e a Spèra, il vermentino di Gallura Docg, 91 punti. Un successo senza precedenti per la Sardegna nella storia della guida di Veronafiere, un successo frutto dell’amore per una terra. Un amore che si gusta nel bicchiere.