Chi era Santo Stefano e perché si festeggia il 26 dicembre

Le origini e la storia del primo protomartire della Chiesa. La tradizione del boxing day in Gran Bretagna

Roma, 26 dicembre 2023 – Il 26 dicembre, il giorno dopo Natale, si festeggia Santo Stefano. Per chi non sapesse la sua storia, ripercorriamo insieme i punti chiave del protomartire.

Santo Stefano - Crediti iStock Photo
Santo Stefano - Crediti iStock Photo

Stefano fu il primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana perché aiutassero gli apostoli nel ministero della fede. Fu protomartire, ovvero il il primo cristiano ad aver deciso di sacrificare la sua vita per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo e per la diffusione del Vangelo nel prossimo.

La storia del protomartire Stefano

La storia di Santo Stefano venne riportata parzialmente negli Atti degli Apostoli, un testo contenuto nel Nuovo Testamento. Nella sua vita, Stefano era un diacono cristiano che visse a Gerusalemme nel primo secolo d.C.

Venne scelto dagli apostoli come primo dei sette diaconi e, tra i suoi compiti, c’era quello di provvedere ai bisogni delle persone povere, agli orfani delle comunità cristiane. Stefano divenne un predicatore e aveva l’obiettivo di diffondere la religione cristiana. La sua missione era quella di convertire gli ebrei che arrivavano a Gerusalemme. E proprio per questo motivo, Stefano attirò l’attenzione dei farisei, un gruppo politico e religioso giudaico. Notarono i suoi movimenti, le sue azioni e venne condotto al tribunale religioso, chiamato sinedrio. Di fronte a tutti, decise di non ritrattare le sue convinzioni e le sue ideologie religiose. Per questa ragione, Stefano fu ritenuto colpevole di blasfemia e condannato a morte per lapidazione.

L’informazione della condanna a morte per lapidazione fu al centro di un dibattito legato al periodo di datazione della vita di Stefano. Il motivo è legato proprio alle abitudini durante l’occupazione romana. I condannati a morte, infatti, venivano crocefissi e l’uccisione per lapidazione che vi abbiamo citato non combacia con il periodo storico e le usanze dell’epoca.

Alcuni storici hanno analizzato la vicenda per cercare qualche informazione ulteriore e hanno evidenziato anche come, ai tempi di Pilato, governatore della Giudea nella prima metà del primo secolo d.C., il sinedrio non aveva ufficialmente il potete e il diritto di condannare a morte un uomo. Qui ci sono due correnti di pensiero diverse. Secondo qualcuno, Stefano potrebbe essere morto solo in seguito. Dopo essere stato condannato, è trascorso un breve periodo di interregno tra un procuratore e l'altro, fino a quando è stata attuata la lapidazione di cui si parla. Secondo, invece, altri storici, Stefano potrebbe non essere stato condannato a morte ma ucciso da un linciaggio inaspettato, da parte dei sacerdoti presenti. La tensione del momento e le accuse – accompagnate dalla decisione del predicatore di non ritrattare le sue convinzione religiose – potrebbe aver portato ad una reazione violenta fino alla lapidazione.

La storia di Stefano e l’importanza di quanto emerso fu sempre più popolare e sottolineata a partire dal quinto secolo d.C.. In quel periodo, parti delle sue presunte reliquie cominciarono ad essere presenti in diverse chiese: il cranio andò alla basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma, mentre qualche frammento si trovava a Putignano, nella provincia di Bari. Un braccio finì alla chiesa romana di Sant'Ivo alla Sapienza mentre l’altro arto in quella di San Luigi dei Francesi, un altro ancora a Santa Cecilia in Trastevere, uno infine a Capua, in provincia di Caserta. Quattro braccia erano decisamente troppe, quindi qualcuna sicuramente non apparteneva al protomartire.

Perché si festeggia Santo Stefano il 26 dicembre?

Ma c’è un motivo particolare per il quale Santo Stefano viene festeggiato e celebrato il 26 dicembre? Ad analizzare la situazione fu Iacopo da Varazze. Vescovo e agiografo vissuto nel tredicesimo secolo, raccontò che, inizialmente, la ricorrenza di Santo Stefano veniva festeggiata nello stesso giorno del ritrovamento delle presunte reliquie di cui vi abbiamo parlato prima. E vennero scoperte nella data del 3 agosto. Solo successivamente, arrivò la decisione di spostare la ricorrenza in onore a Stefano nel mese di dicembre. Infatti, il 25 dicembre è Natale (giorno della nascita del Salvatore) e nei giorni successivi si celebrano coloro che, secondo l’antica tradizione, furono più vicine e legate alla figura di Gesù. Questi erano i martiri, suddivisi in tre tipologie: per esempio San Giovanni evangelista (27 dicembre) fu un santo che desiderò il martirio ma non lo ebbe e non lo ottenne. I santi innocenti (28 dicembre) sono, invece, l'esempio contrario: sono santi che non volevano essere martirizzati, ma gli accadde ugualmente. Stefano, il 26 dicembre, raffigura invece la prima categoria di martiri: quelli che il martirio lo hanno voluto e lo hanno trovato. Lui desiderava a tutti i costi non negare le sue convinzioni e il suo credo, scegliendo così di perdere la vita proprio in segno della sua assoluta fedeltà nella religione cristiana che predicava con profonda cognizione di causa.

Nel 425, sant'Agostino raccontò che, subito dopo il ritrovamento a Gerusalemme del corpo lapidato di santo Stefano, iniziarono ad accadere miracoli nei suoi luoghi di culto. Rivela inoltre la testimonianza di un marinaio che, giunto in città proprio durante la violenza, avrebbe assistito alla lapidazione del protomartire, sottolineando la fede e il coraggio assoluto dimostrato dal martire anche durante quei momenti di dolore e sofferenza. Nelle denominazioni cristiane latine, il giorno di Santo Stefano è il secondo giorno dei Dodici Giorni di Natale.

Il 26 dicembre è una festa nazionale in numerosi Paesi: Austria, Città del Vaticano, Croazia, Danimarca, Germania, Italia, Romania, Irlanda, San Marino e Svizzera italiana. Fu per la prima volta considerato festivo, in Italia, nel 1947. Non fu richiesto formalmente dalla Chiesa cattolica ma venne considerato giorno di festeggiamento sia perché a ridosso del Natale sia come simbolo di celebrazione del Santo.

Infine, Santo Stefano è considerato il santo patrono della Serbia. Per questo motivo, in questo giorno si celebra la "Festa della Repubblica". In Serbia, però, si festeggia il 9 gennaio poiché la Chiesa ortodossa Serba adotta il calendario giuliano. Per le chiese ortodosse orientali, il giorno fissato è quello del 27 dicembre.

In Uk e in altri Paesi del Commonwealth si festeggia il Boxing Day. La data corrisponde sempre alla festa di Santo Stefano. Ma, se è di domenica, allora in qual caso si celebra il 27 dicembre. La celebrazione di quella data è legata all’intenzione di fare regali ai persone più bisognose e in difficoltà.

Santo Stefano è considerato protettore di coloro che hanno i calcoli e chi soffre di mal di testa. Protegge contro “il mal di pietra”: infatti le pietre del martirio sono il suo principale simbolo iconografico.

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