Una scena del film
Una scena del film
Giovedì 7 novembre è il giorno che i cinefili italiani attendono da tempo: esce infatti nelle sale cinematografiche italiane 'Parasite', premiato con la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2019, recensito con toni entusiasti dalla critica come dal pubblico festivaliero e salutato come il migliore film dell'anno e il capolavoro del regista e sceneggiatore sudcoreano Bong Joon-ho.

Parasite, tutto sul film

Senza fare spoiler, possiamo dire che la trama racconta del primogenito di una famiglia povera che, falsificando alcuni documenti, riesce a farsi assumere come insegnante privato della figlia di una coppia ricchissima. L'incontro fra queste due realtà condurrà a una serie di conseguenze inaspettate, a cavallo fra commedia e tragedia.

'Parasite' è stato il primo film sudcoreano a vincere la Palma d'Oro. Un traguardo reso ancora più prestigioso dal fatto che la giuria gli ha assegnato il premio all'unanimità: non accadeva dal 2013, quando vinse 'La vita di Adele'.

Per il regista e sceneggiatore Bong Joon-ho si tratta di una prestigiosa conferma: a 50 anni compiuti e con l'esordio lungo che risale al 2000, è considerato da tempo uno dei maggiori cineasti viventi, capace di flirtare con il cinema di genere senza perdere un tocco d'autore. Fra le sue opere più famose e applaudite ci sono 'Memories of Murder' (2003), 'The Host' (2006), 'Snowpiercer' (2013) e 'Okja' (2017).

Il trailer



Com'è 'Parasite', le recensioni

La media voto su Metacritic parla da sola: 95/100. L'entusiasmo è dovuto all'assoluto controllo formale dimostrato da Bong Joon-ho, alla capacità di spiazzare lo spettatore senza confonderlo e al modo efficace e originale di declinare un tema spesso affrontato, al cinema: quello cioè del confronto sociale e della disparità economica fra classi.

Avvertenza per i potenziali spettatori: 'Parasite' non è quel tipo di film d'autore che richiede un livello di attenzione altissimo e una certa competenza cinefila. Come spesso accade, con i lavori di Bong Joon-ho, anche in questo caso siamo di fronte a un prodotto di fruizione relativamente facile. Bisogna però entrare nel gioco di humour nero e di satira sottile che imbastisce: il rischio, altrimenti, è di subire una visione un po' fredda.

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