Il panettone stroncato senza pietà dal Times. “Basta, è troppo dolce. Buono solo quando sta per scadere, meglio il pudding”

La critica feroce del food editor Turnbull dopo il +24% delle vendite nel Regno Unito. “Il suo fascino non sta nel mangiarlo ma nel regalarlo”. Ma Iginio Massari: “Chi è abituato a mangiare sempre pane e salame difficilmente può capire leccornie più elaborate: è una questione di palato”

Un panettone
Un panettone

Londra, 7 dicembre 2023 – Una critica che sa tanto di rivalsa. Ad accendere la miccia è il noto food editor del ‘Times’ Tony Turnbull che stronca in un articolo – intitolato nientedimeno che ‘Perché detesto il panettone’ - il nostro dolce natalizio per eccellenza per esaltare invece la prelibatezza del Christmas pudding anglosassone. “Basta col panettone – è stato tranchant – è troppo dolce, molto spesso pesante ed eccessivamente cotto. E’ buono solo quando è vicino alla scadenza ad aprile e ci si fa un gigantesco pudding aggiungendoci il burro”.  

Il motivo di tanta acredine? Un indizio arriva dalle vendite nei supermercati britannici, che registrerebbero un +24% per i panettoni, sia nella catena Waitrose che ai grandi magazzini Selfridges, che hanno addirittura rivelato che già da diversi anni il dolce natalizio italiano viene preferito al pudding. 

“"Ho il sospetto (e spero) che i dati di vendita non raccontino l'intera storia – si difende allora Turnbull -. Tanto per cominciare, molte persone preparano ancora il Christmas pudding, mentre nessuno prepara il proprio panettone a casa, quindi gli amanti del pudding vecchio stile non sono calcolati. Inoltre, sappiamo tutti che il fascino del panettone, con le sue belle confezioni, non sta nel mangiarlo ma nel regalarlo”.

Poi il critico gastronomico rilancia con ironia: “Aperitivo assieme? Prendi un panettone. Regalo per un collega? Prendi un panettone. Un ringraziamento alla dog-sitter? Prendi un panettone. È come una grande partita di “pass-the-parcel” (il nostro “patata bollente”, ndr) in cui l'obiettivo è quello di non rimanere con il pacco in mano alla vigilia di Natale”.

Insomma, l’iconico dolce che si appende a testa in giù dopo la cottura stroncato senza pietà. Ma per fortuna a ergersi a difensore dell’amato panettone ci ha pensato il re dell’alta pasticceria Iginio Massari, che replica al Corriere: “Chi è abituato a mangiare sempre pane e salame difficilmente può capire leccornie più elaborate: è una questione di palato. Il pudding è una ricetta antichissima e ricca di storia, ma è pur sempre un prodotto che chiunque può facilmente preparare a casa”.

E va al contrattacco: “La critica è sacrosanta. Ma ciò che ha scritto sul panettone è una scemenza e denota poca conoscenza di un dolce così complesso e elaborato. Quanti e quali panettoni ha mangiato Turnbull per dare un giudizio? Chi e come li aveva prodotti e quando? Erano artigianali o industriali? La differenza è spesso abissale - aggiunge - ma anche lì c’è chi riesce a lavorare bene. Senza informazioni circostanziate un commento come il suo manca di logica di pensiero, è utile solo ad attirarsi le simpatie di qualche lettore inglese amante delle polemiche sterili”.

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